G20, via libera alla minimum tax. “Le multinazionali pagheranno tasse dove operano”

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ROMA – Oggi i leader del G20, nel summit di Roma, approveranno per la prima volta l’accordo sulla minimum tax. Si impegneranno ad attuare questa nuova imposizione per le multinazionali entro la data del 2023 già fissata nel quadro Ocse.

La misura concordata prevede per le multinazionali un’aliquota minima del 15% e imporrebbe loro di pagare le tasse nei Paesi in cui operano.

Un alto funzionario degli Stati Uniti – citato dalla rete televisiva Cnn – spiega che saranno ratificati tutti i pilastri dell’intesa. A suo parere, uno studio indipendente calcola in 60 miliardi di dollari gli introiti annuali solo per gli Usa.

Le intese internazionali sulla mimimum tax hanno portato a una tregua commerciale tra gli Usa e quattro Paesi comunitari (Italia, Francia, Spagna e Austria).

Che cosa vogliono ottenere i leader del mondo nel G20 di Roma (e che cosa non potranno raggiungere)

Il presidente Joe Biden porrà anche il tema dell'”aggravamento dello squilibrio a breve termine tra domanda e offerta nei mercati energetici globali”. E’ urgente “trovare più equilibrio e stabilità, sia nei mercati petroliferi, sia nei mercati del gas”.

“Di certo non verremo coinvolti nelle specifiche di ciò che accade all’interno dell’Opec, ma abbiamo una voce e intendiamo usarla su un problema che sta interessando l’economia globale. Ci sono grandi produttori di energia che hanno capacità inutilizzate. Li stiamo incoraggiando a usarle per garantire una ripresa più forte e sostenibile in tutto il mondo”.

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