G8 di Genova, 22 anni fa moriva Carlo Giuliani. Musica, mostre e il tema dei migranti per ricordarlo

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Piazza Alimonda, ventidue anni dopo e ancora la stessa rabbia. Genova torna in quel luogo, che era stato ribattezzato con un tratto di pennarello “piazza Carlo Giuliani, ragazzo”. E oggi, dalle 14.30 in poi, la ferita di quel pomeriggio del G8, quando il giovane manifestante venne ucciso a ventitré anni, è ancora aperta. E brucia.

Per non dimentiCarlo saranno tre giorni di parole e musica. Iniziati ieri, al Pinelli, con la proiezione del documentario Fili sospesi — il G8 di Genova, regia Mattia Mura. Oggi pomeriggio ci sarà Lo Stato Sociale in set acustico, Alessio Lega, Marco Rovelli e Paolo Monti, Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones, Pardo Fornaciari e il Coro Garibaldi, Davide Giromini e i Professori. E poi, Biancamaria Furci con la poesia “Lotta”, e riflessioni sul tema delle migrazioni. Perché — scrive Heidi Giuliani — «ci sembra giusto parlare di quello che a Carlo stava più a cuore. Gli argomenti sarebbero molti: guerra, repressione, Resistenza e resistenze, popoli, migrazioni». Di migranti il Comitato Piazza Carlo Giuliani si è occupato spesso. «Questa volta lo faremo con la mostra fotografica I semi di Yaya di Luca Greco», continua Haidi Giuliani. La mostra — che sarà presentata domani al laboratorio sociale occupato Buridda dalle 19 — vuole accendere i riflettori sullo sfruttamento dei migranti: senza tutele e sicurezza, morti come Yaya Yafa, al suo terzo giorno di lavoro, schiacciato da un camion in uno dei poli nazionali della logistica.

Oggi in piazza, intanto, si alterneranno gli interventi: ci sarà Norma Bertullacelli, storica pacifista genovese che ha ideato e coordina dal 2001 l’Ora in silenzio contro la guerra e inviterà a firmare per l’iniziativa dei cittadini europei Stop Border Violence. In collaborazione con il Centro Sociale Buridda interverranno Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi di Linea d’ombra, Adam Atik di Occhio ai media e altre associazioni come 20K e Gli amici di Yaya che porteranno testimonianze di migranti. E ancora, Ezio Bertok del Controsservatorio Val Susa. Durante il pomeriggio si potrà firmare anche per la proposta di legge popolare sul salario minimo a 10 euro.

Infine, il 23 luglio dalle 10 in poi, all’impianto sportivo Molassana Boero (Ca’ de Rissi) è in programma il torneo di calcio a cinque a cura del centro sociale Pinelli in collaborazione con il laboratorio sociale Buridda.

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