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Gabriel Garko: “Su di me gogna mediatica. Con Ana Bettz solo rapporti professionali”

La Republica News
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Ritiene di essere sottoposto a una “gogna mediatica”, spiega di non avere nulla a che fare con il mondo che ruotava intorno a “lady petrolio”, Anna Bettozzi, e risponde a Massimo Giletti, che nella trasmissione “Non è l’Arena” avrebbe inserito il suo coming out come avvenimento di un periodo non propriamente fortunato: “Mi ha lasciato sgomento”.

Una spia dentro l’antimafia e quelle feste vip sulle terrazze romane, così Ana Bettz comandava la mafia del petrolio

Nella lunga intervista al settimanale “Chi”, Gabriel Garko affronta i temi che lo hanno, suo malgrado, costretto a riempire le pagine dei giornali. Il nome dell’attore è da tempo presente sui maggiori quotidiani nazionali.

Ma non nelle pagine dedicate agli spettacoli, dove magari sarebbe potuto apparire per pubblicizzare l’imminente film: “a breve inizieranno le riprese dove reciterò assieme a Nicolas Cage, Eric Roberts e John Malkovich”, ha spiegato Garko spiegando che “i cliché che un attore omosessuale smetta di lavorare non hanno più motivo di esistere”.

Morte produttore, Garko parla del suicidio di Teodosio Losito. L’inchiesta dei pm entra nel vivo

Il nome di Garko è invece stato associato a due diverse inchieste condotte dalla procura di Roma. In entrambe l’attore non è indagato.

La prima riguarda lo scandalo ormai noto come “Ares Gate”. L’inchiesta è coordinata dal pm Carlo Villani, ed è partita in seguito alle rivelazioni fatte nella casa del Grande Fratello Vip da Rosalinda Cannavò, in arte Adua Del Vesco, e Massimiliano Morra, entrambi volti della Ares.

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I due, durante una conversazione notturna immortalata dalle telecamere, hanno insinuato sospetti sulla figura di Alberto Tarallo, il patron della Ares: “Se fossi rimasta, avrei fatto la sua fine. Tu non immagini cosa ho passato! Ero veramente sola, con il suo gesto Teo ha liberato anche me, altrimenti oggi non sarei più qui… che poi io non ci credo che sia stato un suicidio, sai? Tanto sappiamo bene chi è l’artefice di tutto questo schifo…”, dice l’attrice, mentre Morra fa riferimento a un certo “Lucifero”.

Queste affermazioni hanno dato il via all’indagine per istigazione al suicidio che mira ad appurare i fatti che hanno portato alla morte di Teodosio Losito, suicidatosi nel gennaio 2019. Cercando di ricostruire i fatti, il pm ha convocato Garko come persona informata sui fatti per verificare se i vertici della Ares intervenissero in maniera inopportuna nella vita privata degli attori contrattualizzati. “Ho detto a chi di dovere tutta la verità”, spiega adesso Garko spiegando di non avere “altro da aggiungere” e di sperare “che presto, nel bene o nel male, si faccia luce su questa brutta vicenda. È assurdo che la vita mi riporti, in continuazione, al passato quando io ho solamente voglia di guardare avanti”, ha continuato l’attore.

La seconda indagine che coinvolge Garko riguarda invece Ana Bettz, al secolo Anna Bettozzi, arrestata con l’accusa di aver riciclato denaro e frodato il fisco attraverso una truffa sui carburanti in cui è emerso anche il ruolo dei clan mafiosi. 

Il denaro sarebbe poi stato reinvestito in attività commerciali, investimenti immobiliari e sponsor: come quando nel marzo 2019 sono state versate 250 mila euro, di cui 150 mila in contanti, all’attore Gabriel Garko, per una pubblicità della Maxpetroli.

“La signora e io ci siamo conosciuti per motivi professionali qualche anno fa”, spiega l’attore. E ancora: “Avrei dovuto girare uno spot pubblicitario che, alla fine, non è mai stato realizzato perché il progetto non mi convinceva. Non c’erano presupposti perché mi accorgessi delle sue frequentazioni e se mai me ne fossi accorto, avrei interrotto ancor prima ogni contatto”.

L’attore, durante l’intervista,  è un fiume in piena: “Sono giorni che lavoro incessantemente, che mio papà non sta molto bene e che il mio nome riempie le pagine dei giornali. Ciononostante sono sereno, ma non nascondo che non è facile sopportare questa gogna mediatica”. “Oramai ci sto facendo il callo: negli anni mi hanno dato dell’attore di serie B, della ‘mignotta’, del rifatto, del gay per convenienza. È assodato che il mio personaggio venga sempre visto in un altro modo e me ne accorgo ogni qual volta incontro qualcuno. È oramai un classico la frase: ‘Ti facevo diverso'”, continua Garko.

Poi una stoccata contro Massimo Giletti:  “Mi ha lasciato sgomento perché in un periodo come questo, dove si discute ogni giorno del ddl Zan contro l’omotransfobia, le parole fanno la differenza. Il mio coming out ha solo migliorato la mia vita. Il giorno dopo avevo paura a uscire di casa. Mi sentivo nudo. Invece sono stato accolto da un calore mai avvertito prima. C’è gente che ancora oggi mi ringrazia di averle dato la forza e il coraggio di replicare il mio percorso e altra che, da quel momento, mi apprezza ancora di più”.



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