Gaia Romani e il cambio di targa: “Sono assessora e non assessore, si parte dalle piccole cose”

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“Assessore” che diventa “assessora”. Un cambio di targa – e di declinazione – che innesca la polemica social. A sostituire il maschile con il femminile è stata l’assessora ai Servizi Civici Gaia Romani, che sulla sua pagina Facebook posta l’istantanea di una semplice, ma significativa, modifica: “Ho chiesto di sostituire la targa sulla porta del mio ufficio perché il cambiamento parte dalle piccole azioni. È un messaggio a cui tengo molto e quindi eccoci qui, pezzo per pezzo”, scrive. Un gesto che, tra l’apprezzamento di colleghi e follower, scatena anche una pioggia di critiche e sarcasmo.

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Così, l’indignazione da tastiera, paritaria tra uomini e donne, riempie la bacheca nel giro di pochi minuti. Si va dal classicone “allora io sono un elettricistO” a un serioso “non esageriamo con cambiamenti divisivi e inutili”; da quello che taglia corto con un “mi sembra un’immane sciocchezza” a quella che “conta la sostanza e non la targhetta sulla porta” fino ad un catastrofico “state sventrando la lingua italiana”, passando per chi la butta in politica, “siete diventati grillini”.

“Mi aspettavo critiche e battute – risponde l’assessora – . La battaglia linguistica non viene mai colta come una priorità, io invece credo sia il punto di partenza per un reale processo di inclusione”. E aggiunge: “Si tratta di un’azione corretta dal punto di vista grammaticale che smonta lo schema di una società in cui a ricoprire certi ruoli erano soltanto gli uomini. E se c’è ancora qualcuno che mi prende in giro per questo – sorride – significa che sono sulla strada giusta”.

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