García Marquez spiato dal Messico: era un agente di propaganda filocubana e sovietica

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García Marquez torna a far parlare di sé. Nemmeno una settimana fa si era appreso dell’esistenza della figlia segreta, Indira, avuta dal premio Nobel all’inizio degli anni Novanta da una giornalista messicana con cui aveva a lungo collaborato. Adesso lo scrittore è di nuovo al centro di un’inchiesta del País che lo vede come un agente di propaganda filocubana e sovietica. Il quotidiano spagnolo ha avuto accesso agli archivi dell’agenzia di spionaggio messicana che ha seguito il premio Nobel dalla fine degli anni Sessanta per oltre un ventennio, nel suo periodo politicamente più attivo.

Marquez, secondo quanto si apprende dalle carte consultate a Città del Messico, sarebbe stato affascinato da Fidel Castro, tanto da cedere i diritti di Cronaca di una morte annunciata (1981) al governo dell’Avana, si legge su un documento del 17 marzo 1982 dell’agenzia di spionaggio messicana nel quale viene riportato anche che Gabriel García Marquez “un agente di propaganda al servizio della direzione dell’Intelligence di quel paese”. La vicinanza del premio Nobel a Cuba e agli altri governi e guerriglie della sinistra latinoamericana sembrava preoccupare soprattutto il regime al potere in Messico in quegli anni. El País ha avuto accesso a più di cento rapporti che monitoravano lo scrittore e i suoi rapporti con Cuba e il castrismo.

Gabriel García Marquez con Fidel Castro 

Senza valigia e senza passaporto, García Márquez era entrato per la prima volta all’Avana pochi giorni dopo il trionfo della rivoluzione nel gennaio 1959. Invitato da Castro come corrispondente di Prensa Latina, l’agenzia di stampa ufficiale cubana, trascorse sei mesi sull’isola. Dopo il primo idillio, il controllo dell’agenzia da parte del partito comunista e la resa definitiva del castrismo a Mosca raffreddarono la relazione. Ma l’amicizia tra Marquez e Castro continuò, sempre attraversata dalla letteratura. Il primo libro che lo scrittore diede al Líder Máximo fu Dracula.

Era la metà degli anni ’70 e il leader cubano, impegnato nella guerra in Angola, aveva ammesso al suo amico che aveva a malapena il tempo di leggere. Così, Marquez aveva continuato a fornirgli dei bestseller, letture facili per prendersi una pausa dalla rivoluzione. In cambio, il comandante divenne un duro editore dei suoi primi manoscritti. Nel romanzo Cronaca di una morte annunciata, ispirato a un evento reale, gli fece correggere anche il calibro delle armi. Forse anche per questo il premio Nobel cedette tutti i diritti del libro al governo cubano.

Il caso

Indira, la figlia segreta di García Márquez

Gli anni di massima politicizzazione di Gabo coincisero con il periodo più duro della repressione in Messico. Ma secondo il ricercatore messicano Jacinto Rodriguez, che sta curando un libro sullo spionaggio della Direzione Federale di Sicurezza messicana sugli intellettuali dell’epoca, come riferisce ancora El País, “Gabo era ancora uno straniero che non poteva interferire negli affari nazionali e che inoltre ha sempre mostrato grande prudenza”.

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