Gas, la Germania attiva l’allerta preventiva sulle forniture. Schizza il prezzo ad Amsterdam

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MILANO – La Germania fa scattare il proprio piano di emergenza per un possibile calo di forniture di gas dalla Russia. Lo ha annunciato il ministro tedesco dell’Economia, Robert Habeck, spiegando che il paese ha alzato il livello di allarme sulle forniture da Mosca in base al piano di emergenza messo a punto per far fronte a un eventuale taglio di approvvigionamenti. La decisione, ha detto, arriva dopo che il G7 ha dichiarato che non intende pagare a Mosca il gas in rubli, come richiesto dal Cremlino. L’ “allerta preventiva” lanciata oggi prevede, tra l’altro, l’immediata attivazione di una squadra di crisi presso il ministero per monitorare la situazione.

Habeck ha sottolineato che per ora non c’è alcun problema di forniture. “Non di meno”, ha aggiunto, “dobbiamo aumentare le misure precauzionali per essere pronti a un’eventuale escalation della Russia”. Nella squadra di crisi sono presenti esperti del ministero, della società che gestisce la rete e delle aziende distributrici. Il loro compito è tenere sotto controllo gli sviluppi “cosicchè, se necessario, possano essere prese ulteriori misure per aumentare la sicurezza delle forniture”.

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Il ministro ha rilevato che gli stoccaggi di gas tedeschi sono attualmente al 25%, ma la “questione chiave”, ha aggiunto, è “dove saranno in autunno”. Habeck ha quindi ribadito che la Germania “non accetterà alcuna violazione dei contratti sottoscritti”, compresa la pretesa della Russia di essere pagata in rubli e non in euro o in dollari. Dal canto suo, il capo del gestore della rete tedesca, Klaus Mueller, ha spiegato in un tweet che l’obiettivo dell’allerta preventiva è evitare un deterioramento delle forniture e che l’industria deve tenersi pronta a “tutti gli scenari”.

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L’annuncio di Berlino ha fatto immediatamente schizzare il prezzo del gas all’hub di Amsterdam, principale riferimento per le contrattazioni in Europa. Al Ttf, a metà mattina, il prezzo è salito del 13,2% a 122 euro al megawattora.

Ieri il Cremlino ha ribadito la propria posizione in merito all’obbligo di pagamento del gas in rubli e il presidente Putin che entro il 31 marzo si aspetta un rapporto dal Gabinetto dei ministri, dalla Banca Centrale russa e da Gazprom sull’attuazione del cambio valuta in rubli per il pagamento delle forniture di gas dai “Paesi ostili”.

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