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Gavio, il re delle autostrade del Nord lascia la Borsa. Il titolo Astm vola e si allinea al prezzo Opa

La Republica News
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MILANO – L’offerta lanciata da Gavio e dal fondo Ardian sulla totalità delle azioni Astm mette prevedibilmente il turbo al titolo in mattinata, il cui prezzo si allinea rapidamente al presso Opa, con un balzo di oltre 27 punti percentuali. L’offerta lanciata attraverso il veicolo Naf 2 – controllata a sua volta da Naf (60% Gavio e 40% fondo Ardian) – prevede infatti un premio del 28,8% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì 19 febbraio. Dopo meno di un’ora dall’ingresso in contrattazione il prezzo è così molto vicino ai 25,60 dell’offerta e in mattinata il titolo  ha fatto registrare il record del volume degli scambi, cresciuti di 47 volte rispetto alla media giornaliera.

Si completa così la riorganizzazione della seconda concessionaria autostradale più grande d’Italia, e che nel Nord del Paese presidia tra le altre le autostrade Milano-Torino, Torino-Piacenza, Parma La Spezia, Torino-Savona e Savona Ventimiglia. Un gigante da 4594 chilometri gestiti complessivamente nel mondo tra Italia, Brasile e Regno Unito.

in Un processo, quelllo di riorganizzazione, iniziato già due anni e mezzo fa con la costituzione, insieme al fondo infrastrutturale Ardian, della joint venture Nuova Aurelia Finanziaria. Quindi, nell’estate 2019, la fusione con la controllata Sias dopo un’offerta pubblica anch’ essa finalizzata al delisting.

Quella lanciata da Gavio e Ardian è però soltanto l’ultima di una serie di offerte volte esclusivamente a portare fuori da Piazza Affari la società, con tutti i vantaggi in termini di maggiore libertà in possibili interventi di ristrutturazione legati all’assenza dei vincoli che regolano le società quotate. Ultime in ordine di tempo, soltanto nel 2020, tal netto della maxi acquisizione di Ubi da parte di Intesa, l’offerta lanciata dai soci di controllo di Ima, con la famiglia Vacchi e Bc Partners che hanno proiettato l’azienda fuori dalla Borsa dopo 25 anni in contrattazione, o quella avanzata dai giapponesi di Agc per Molmed, uscita ufficialmente da Piazza Affari lo scorso settembre.

Il tema è stato di recente oggetto anche di un’indagine, come raccontato il mese scorso da Repubblica. Su 231 offerte pubbliche analizzate e lanciate nel periodo tra il 2007 e 2019, di cui 174 su azioni, il 60,6% sono risultate finalizzate al compratore per revocare la quotazione. Se poi si restringe il cerchio alle prime 10 per volumi, otto hanno avuto come obiettivo finale il delisting della società. Un destino toccato non più solo alle piccole ma anche a giganti come Ansaldo Sts, Ei Towers, Yoox Net A-Porter e Parmalat.



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