Gay pride, la galassia Lgbti+ scende in piazza in sei città

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Un asterisco al posto delle vocali che distinguono il maschile dal femminile, il plurale dal singolare. A rimarcare che ognuno può mettere quella che desidera o niente, se vuole. Ma è solo un colpo d’occhio alla pagina del sito MarchePride su come partecipare agli eventi in programma oggi ad Ancona, una delle sei città che abbraccerà l’onda arcobaleno di nuovo tra le vie d’Italia dopo lo stop dello scorso anno causa Covid.

Con il capoluogo marchigiano – dove l’appuntamento è fissato alle 17 in piazza Cavour – ci saranno anche l’Aquila, Faenza, Martina Franca, Milano e Roma. Sei in tutto le piazze palcoscenico dei Pride organizzati dal movimento Lgbti+ (lesbico, gay, bisessuale, transessuale, intersessuale…) che quest’anno, ancora più che in passato, diventeranno il contenitore di eventi dal significato politico soprattutto dopo gli sviluppi sul ddl Zan con l’intervento della Santa Sede che, nei giorni scorsi, aveva chiesto delle modifiche al disegno di legge perché in contrasto con il Concordato. 

L’intervista

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Lo stesso deputato Alessandro Zan, relatore dell’omonimo disegno di legge, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, ed esponente della comunità Lgbt+, sarà ospite oggi all’evento conclusivo della Milano Pride Week che ci sarà questo pomeriggio all’Arco della Pace. Mentre è previsto per le 16.30 l’intervento del sindaco Giuseppe Sala che ieri ha inaugurato in piazza della Scala una Stele dedicata ai “Pionieri delle unioni civili” ovvero Gianni delle Foglie e Ivan Dragoni che, insieme ad altre 8 coppie, il 27 giugno del 1992 si unirono simbolicamente per la vita proprio di fronte a Palazzo Marino, la sede del Comune che per quattro notti è stata illuminata con i colori dell’arcobaleno. Alle 18 ci sarà l’arrivo della Rainbow Ride, con centinaia di ciclisti, poi l’intervento di Zan e infine toccherà a Vladimir Luxuria dare il via alla festa con numerosi artisti che si alterneranno sul palco fino alle 20.30.

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Nell Capitale il corteo sfilerà quest’anno senza carri diventati negli anni una tradizione. La partenza è fissata alle 17 da piazza Vittorio, nel quartiere Esquilino, dove sono annunciate circa 4000 persone e si concluderà in piazza della Repubblica nel cuore della città. Sono attesi, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il candidato a sindaco di Roma del Pd Roberto Gualtieri e la senatrice del Pd Monicà Cirinnà (artefice della legge sulle unioni civili) la consigliera regionale della Lista Zingaretti Marta BonafoniAlessandro Capriccioli, capogruppo di +Europa Radicali al Consiglio regionale del Lazio e molti altri esponenti di movimenti e sindacati. Nella Capitale, dove l’organizzazione del Pride è come sempre del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, lo striscione di apertura sarà “Orgoglio e Ostentazione”, ma subito dopo troneggerà un altro cartello che è la risposta alle obiezioni del Vaticano: “Per la laicità dello Stato aboliamo il concordato”. 

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