Gaza, il bilancio del raid israeliano sale a 15 morti. Sirene a Tel Aviv: sono 361 i razzi palestinesi lanciati da ieri

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Non si allenta la tensione nella Striscia di Gaza dopo il raid militare dell’esercito israeliano di venerdì battezzato “Sorgere all’alba” che mira a colpire obiettivi della Jihad islamica. L’attacco è riuscito a uccidere uno dei comandanti jihadisti, Tayseer Jabari. Il bilancio dei bombardamenti di ieri sale a 15 morti e 125 feriti, secondo il ministero della Salute palestinese. Ma nel frattempo si moltiplicano gli attacchi da entrambe le parti. E nel pomeriggio sono suonate le sirene anche a Tel Aviv per i missili partiti da Gaza. Da ieri 361 razzi palestinesi lanciati verso Israele. Gli jihadisti hanno dichiarato di aver mirato al più importante aeroporto israeliano, il Ben Gurion Airport, ma che il razzo sarebbe precipitato prima, a Modiin.  

Un jet israeliano

Un jet israeliano

Un jet israeliano 

Nelle stesse ore Israele ha insistito con i suoi raid aerei sulla Striscia di Gaza, puntando sulle postazioni di lancio e sui siti di armi dei militanti islamici e distruggendo una piattaforma di lancio di missili utilizzata dalla Jihad islamica per colpire Israele, secondo quanto riferito dall’unità del portavoce dell’IDF. Secondo testimoni citati dalla Reuters le bombe avrebbero colpito anche cinque case nella Striscia di Gaza.

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Finora Hamas non partecipa agli attacchi contro Israele. Ma la Jihad islamica, che ha respinto una proposta di tregua con Israele, avverte che “si va verso un’escalation”. Dal resto del mondo, intanto, si moltiplicano le condanne ma anche gli appelli per scongiurarla. Dalle prime ore dell’alba sulle agenzie sono rimbalzate anche voci su tentativi di mediazione in corso di Egitto, Qatar e dell’Onu per fermare i bombardamenti. Dall’Iran il comandante delle Guardie rivoluzionarie, Hossein Salami, ha tuonato che “gli israeliani pagheranno un prezzo pesante per i loro crimini recenti”. Salami ha parlato nelle stesse ore in cui incontrava il leader politico della Jihad palestinese, Ziad al-Nakhala. 

Il premier israeliano, Yair Lapid, ha convocato per stasera alle 22.30 locali il Gabinetto di sicurezza, che si riunirà nel quartier generale dell’esercito a Tel Aviv.  Le forze israeliane, intanto, hanno ampliato la loro offensiva contro la Jihad islamica annunciando l’arresto di 19 membri del gruppo in Cisgiordania. Un comunicato dell’esercito ha reso noto che i soldati e gli agenti dell’agenzia di sicurezza interna Shin Bet hanno arrestato 20 persone durante incursioni all’alba nella Cisgiordania occupata, “di cui 19 sono operatori associati all’organizzazione terroristica palestinese della Jihad islamica”

I bombardamenti hanno anche causato l’annullamento dell’amichevole di calcio tra Juventus e Atletico Madrid, prevista per domenica 7 agosto a Tel Aviv.

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Dagli Stati Uniti, all’Europa, e dal Medio Oriente sono arrivate dichiarazioni preoccupate sul crescendo di tensioni tra Israele e la Striscia di Gaza. Il Segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin ha parlato con il Ministro della Difesa israeliano Benny Gantz secondo una nota del Dipartimento della Difesa Usa. Austin “ha sottolineato il diritto di Israele all’autodifesa e il costante impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele”. Washington ha esortato “a prendere provvedimenti per smorzare la situazione”, ha “espresso preoccupazione per le notizie di morti tra i civili e ha chiesto un’indagine tempestiva e approfondita su eventuali vittime civili”.

Anche la Russia ha chiesto a israeliani e palestinesi di dare “prova di moderazione e tornare al regime di cessate il fuoco”, secondo quanto riferito dala poprtavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. “Mosca è seriamente preoccupata per un nuovo round di violenza armata nella zona del conflitto israelo-palestinese. Un’altra escalation è stata provocata dagli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza il 5 agosto, in risposta ai quali gruppi palestinesi hanno lanciato massicci bombardamenti indiscriminati sul territorio israeliano”.

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Preoccupazione e un invito alla de-escalation sono stati espressi anche dall’Unione europea, che “segue con grande preoccupazione gli ultimi sviluppi a Gaza, dove l’escalation in corso ha già provocato numerose vittime”. L’Ue chiede “la massima moderazione a tutte le parti per evitare un’ulteriore escalation e ulteriori vittime”, fa sapere un portavoce.

La Turchia, invece, condanna specificatamente i raid di Israele nella Striscia di Gaza e si dice “profondamente preoccupata” per gli ultimi episodi di violenza. “Condanniamo fermamente gli attacchi aerei israeliani su Gaza. Riteniamo inaccettabile che civili, compresi i bambini, abbiano perso la vita negli attacchi”, ha dichiarato il ministero degli Esteri turco in una dichiarazione riportata dal Daily Sabah

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