Gdf, il richiamo di Giorgetti sulla nomina del nuovo comandante: “Decisione delicata, va ponderata”

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Un invito alla prudenza e alla “ponderazione” per il futuro vertice della Guardia di finanza, nomina congelata in un tiro incrociato che divide la premier Giorgia Meloni e i ministri Giorgetti e Crosetto. Proprio il titolare delle Finanze, alla cerimonia di commiato del generale uscente Giuseppe Zafarana, ha ricordato che la scelta del comandante generale delle Fiamme Gialle “richiede un processo complesso e condiviso che si conclude con una deliberazione del consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Economia, di concerto con il ministro della Difesa”.

Giorgetti ha aggiunto: “Si tratta di una designazione delicata, una scelta non semplice, che va attentamente ponderata e che deve ricadere sul candidato più idoneo”, ma “siamo tutti consapevoli che potremo scegliere tra una platea di generali di primo piano. Sapremo che il suo successore accoglierà l’eredità al meglio per guidare la Guardia di Finanza, contando sulla leale e incondizionata collaborazione delle donne e degli uomini delle fiamme gialle”, ha chiosato.

Nomine, De Gennaro in pole per la Guardia di Finanza

“Il comandante in seconda Andrea De Gennaro, in attesa delle decisioni di governo, assumerà la reggenza temporanea della Guardia di Finanza”, ha intanto annunciato lo stesso comandante generale uscente Zafarana nel suo discorso di commiato, ringraziando De Gennaro.

L’occasione è stata propizia anche per presentare i risultati dell’attività della Gdf.

Nei primi quattro mesi del 2023, sono stati individuati 1.936 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco (molti dei quali operanti attraverso piattaforme di commercio elettronico), e 9.495 lavoratori in “nero” o irregolari, di cui 1.621 oggetto di somministrazione abusiva di manodopera. Nel bilancio operativo emerge poi che sono stati scoperti 360 casi di evasione fiscale internazionale, riconducibili a stabili organizzazioni occulte, a prezzi di trasferimento, a residenze fittizie e all’illecita detenzione di capitali oltre confine.

Nei primi quattro mesi del 2023, i soggetti denunciati per reati tributari sono 3.726, di cui 88 tratti in arresto. Il valore dei beni sequestrati quale profitto dell’evasione e delle frodi fiscali è di oltre 662,3 milioni. Marcia poi l’attività sui crediti fiscali: sequestrati crediti inesistenti per circa 3 miliardi di euro, che si aggiungono agli oltre 3,7 miliardi sequestrati tra la fine del 2021 e il 2022, per un totale di oltre 6,7 miliardi.

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