Genova, tre anni dopo il Morandi, la prima pietra del memoriale per le 43 vittime

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Un colpo di ruspa sul muro di un vecchio locale tecnico, il nuovo ponte sulla Valpolcevera sulla testa, i piedi dei familiari delle vittime di ponte Morandi fermi proprio dove fino a tre anni fa si alzava la pila 9 del viadotto crollato, quella che per prima si sbriciolò spazzando via 43 vite. È partita così, la costruzione del memoriale della tragedia del 14 agosto del 2018. Un cammino a tante mani, tante voci, drammi profondamente privati e sofferenze universali, che inizia proprio nel giorno della memoria dei genovesi. E dalla simbolica prima pietra di oggi fino al giorno dell’inaugurazione (probabilmente entro la fine del 2023) crescerà “pietra dopo pietra – lo presenta il suo pensatore, l’architetto Stefano Boeri – Uno spazio per il ricordo e la denuncia, ma anche un luogo di rinascita e di speranza”. Dove troveranno un giardino del ricordo riservato tutto per loro i familiari delle vittime della tragedia, e i visitatori, oltre alla ricostruzione e alla storia della vicenda del ponte, potranno essere aggiornati quasi in tempo reale anche sulle inchieste sul crollo.

Destinato ad aprire al pubblico nel cuore della Valpolcevera 8mila metri quadri tra aree verdi e spazi espositivi, disegnato da Boeri dopo un lungo percorso di condivisione sul campo, per prima cosa con i familiari delle vittime, in seconda battuta con l’amministrazione e una lunga serie di realtà del territorio, studi di architettura e non solo, “per noi sarà un luogo necessario, dove soffrire, ricordare, ma anche ritrovare ogni singolo giorno i nostri figli, fratelli, madri, sorelle”, spiegano dal comitato dei familiari.

Inaugurato alla presenza dei ministri Enrico Giovannini e Marta Cartabia, a tre anni dalla tragedia sotto il nuovo ponte San Giorgio il memoriale sarà di fatto la prima opera a fare da rappresentazione ” fisica” del ricordo. In attesa del parco urbano e della passerella ciclo pedonale che riunirà le due sponde della stessa valle per riqualificare il quartiere del crollo, i lavori del futuro ” Memoriale 14.8.2018″ Dureranno 18 mesi dal momento in cui l’intera superficie di progettazione sarà effettivamente disponibile, quando cioè (verso fine ottobre) sarà sgomberato anche l’ultimo capannone del complesso, che al momento custodisce i reperti del Morandi censiti nelle carte del processo. 

Progettato in un corpo unico, con il recupero e la divisione per stanze del vecchio magazzino comunale più vicino alla ferrovia, il memoriale accoglierà genovesi e visitatori in un giardino raccolto, con un ingresso riservato ai parenti delle vittime in via Campi. Il percorso di visita continuerà in un ” museo della memoria”, lungo il quale verrà raccontata la storia del ponte e della tragedia, quella dei soccorsi e della reazione della città, con una testimonianza in tempo quasi reale anche dell’andamento delle vicende giudiziarie. Ci saranno poi un bar, un’area parco, una serra che ospiterà al suo interno 43 specie tra felci arboree e palme dove « ci auguriamo – chiede il comitato dei familiari – passino soprattutto bambini e ragazzi delle scuole, in visita per conoscere la storia di quello che è stato ».

« Sarà il nostro Ground Zero, – è il pensiero del sindaco, Marco Bucci – Non solo uno spazio per le famiglie delle vittime dedicata al ricordo, ma anche un luogo in cui pensare al futuro della nostra città e delle prossime generazioni. La memoria del 14 agosto rimarrà per sempre, in questa città. Ma Genova è stata anche la città solidale per familiari delle vittime e sfollati, per chi ha perso tutto e per chi ha sopportato anni di cantiere, non solo quella del crollo. Si è rialzata e ha mandato un messaggio su cosa servirà fare perché tragedie come la nostra non si ripetano mai più».

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