Genova una squadra per i ciclisti invisibili. Costa Ceis Anche Coppi era un rider

Genova, una squadra per i ciclisti invisibili. Costa, Ceis: “Anche Coppi era un rider”

La Republica News
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Cos’hanno in comune i rider che sfrecciano a consegnare pizze e hamburger e i ciclisti che ogni anno si sfidano sulle curve del Giro dell’Appennino?Semplice: la bici. Ebbene, mai come in questo caso il mezzo è il messaggio. E anche l’idea su cui si basa la proposta avanzata dall’Unione sportiva Pontedecimo Ciclismo, associazione dilettantistica fondata nel 1907 che ogni anno, dal ’34 in poi, organizza la gara internazionale: indirizzata a due giganti della consegna dei pasti, Just Eat e Glovo.
Il progetto – pensato da Enrico Costa, presidente della Us Pontedecimo Ciclismo e anche del Ceis, il centro di solidarietà di Genova – è quello di una collaborazione stretta tra ciclisti e aziende di delivery, in modo da fondere lavoro e sport. Con precisi obiettivi: “Accendere i riflettori sui rider, valorizzandone ruolo e diritti e formandoli in modo che possano pedalare in sicurezza – spiega Costa – e raggiungere e reclutare i più appassionati iniziandoli al ciclismo, anche amatoriale”. Poi c’è un terzo aspetto: di stampo solidale. “Le persone più povere, le fasce più a rischio hanno sempre maggiore necessità di servizi di consegna a domicilio in questa fase di pandemia – continua Costa – dunque, si potrebbe avviare una collaborazione virtuosa in questo senso: a favore dei deboli”.
L’idea parte da una questione sociale pressante: i rider sono i lavoratori più invisibili di tutti, e il paradosso è che con la pandemia sono diventati essenziali. Consegnano pasti a domicilio ma anche medicine, pacchi, la spesa. Quest’anno, a Genova, sono raddoppiati, arrivando a oltre 600. Tra loro anche tanti italiani di mezza età, che hanno perso lavori precari e consegnano a cottimo per arrotondare. Eppure è come se non esistessero: perché il contratto di prestazione occasionale che viene applicato – sotto la soglia dei cinquemila euro lordi all’anno – non prevede contributi Inps, tema su cui la Cgil si sta battendo. Senza contare il tema sicurezza. Ecco, è da qui che prende le mosse la proposta della Pontedecimo Ciclismo: “Il progetto – spiega Costa – si sposa con l’attenzione rivolta sempre più alla sicurezza dei nostri ciclisti amatori, che da quest’anno adottano anche una divisa ad alta visibilità”.
Dunque, formazione specifica “per evitare che i rider pedalino sul marciapiede, o contromano, con grossi rischi – spiega Costa – il tutto offrendo visibilità al ciclismo e al marchio delle aziende di consegna, in una città come Genova che diventa ogni giorno più ciclabile”. Altro obiettivo è quello di avvicinare nuovi appassionati a uno sport come il ciclismo, reclutandoli proprio tra gli addetti alle consegne. Infine, “Genova si presenta sempre più come città pilota nel settore della consegna dei pasti – aggiunge Costa – un modello di distribuzione che, con l’utilizzo della bicicletta, si sta rivelando ancora più prezioso con l’emergenza Covid. Se a questo si aggiunge la strategia degli enti pubblici di favorire con nuove piste ciclabili la mobilità in bicicletta per chi lavora e per chi va a scuola, diventa fondamentale un disegno complessivo di educazione all’andare in città sulle due ruote”.
La Pontedecimo Ciclismo propone anche un testimonial di eccezione, per valorizzare il connubio tra consegne e sport: Fausto Coppi. Il grande campione vinse il Giro dell’Appennino nel 1955. Ma fu anche un rider ante litteram. Dal ’33 al ’39, infatti, lavorò come garzone nella bottega della famiglia Merlano di Tassarolo, al civico 21 di via Paolo da Novi. La salumeria da Minghein fu il suo primo lavoro prima di diventare il campione che tutti conoscono.

Fausto Coppi 
E come ricorda l’associazione sportiva Pietro Fossati, è proprio lì che si è fatto le ossa il corridore: Fausto infatti era addetto alle consegne a domicilio. E percorreva in bicicletta due volte al giorno la strada che collega Castellania a Novi, compresa la salita che da Villalvernia conduce a Carezzano Maggiore. “Un riferimento storico che potrebbe culminare con un evento in occasione del Giro dell’Appennino dell’anno prossimo – ragiona Enrico Costa – facendo emergere tra i rider dei veri appassionati alla bicicletta, e favorire così lo sviluppo del ciclismo a Genova”. 



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