Germania, nuova bufera su Scholz: dopo il Porto di Amburgo, vuole autorizzare la vendita dei chip Elmos alla Cina

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BERLINO – Olaf Scholz vuole autorizzare la vendita di Elmos, azienda produttrice di microchip, alla concorrente – e cinese – Silex. In queste ore a Berlino continuano a risuonare gli echi delle polemiche che hanno spaccato il governo sulla cessione di una quota del Porto di Amburgo alla cinese Cosco. Eppure il cancelliere già prepara il prossimo dossier destinato a dilaniare la maggioranza “semaforo”. Tanto più che la vendita a Pechino dell’impresa di semiconduttori di Dortmund è stata sconsigliata, secondo l’Handelsblatt, persino dai servizi segreti interni, dal Verfassungsschutz.

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L’intelligence ha messo in guardia il governo dal rischio di rendersi troppo dipendente dalla Cina in un settore come quello dei semiconduttori, fondamentale per l’automotive, il cuore dell’industria tedesca. Ed Elmos produce microchip al 90% per i colossi tedeschi dell’auto. Stavolta il ministero dell’Economia, che si era opposto alla vendita del Porto di Amburgo a Cosco, sembrerebbe orientato al via libera. Ma l’Handelsblatt ha raccolto malumori a microfoni spenti nella maggioranza guidata da Scholz che potrebbero deflagrare, nei prossimi giorni.

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Va appena ricordato che i colli di bottiglia nei flussi commerciali dall’Asia causati dalla pandemia hanno indotto l’Europa a ripensare le proprie strategie produttive per liberarsi dall’eccessiva dipendenza cinese. E la Ue ha varato un programma specifico per favorire in particolare la produzione di microchip in Europa. L’urgenza di una diversificazione, in particolare in settori cruciali come quello dei semiconduttori, è da due anni oggetto di intenso dibattito in Germania e in Europa. Ma a Scholz, evidentemente, non interessa.

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