Gian Pietro Testa è morto: giornalista e poeta, si occupò delle stragi di Bologna e di piazza Fontana

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FERRARA – E’ morto a Ferrara il giornalista e poeta Gian Pietro Testa. Aveva 86 anni. Lavorò a Il Giorno, l’Unità, Paese Sera; fu tra i primi a indagare su alcune cupe pagine della storia italiana, come la strage di piazza Fontana a Milano (fu il primo giornalista a entrare nella sede della Banca dell’Agricoltura il 12 dicembre 1969) e quella di Peteano. Testa si occupò a lungo anche della strage alla stazione ferroviaria di Bologna.

Testa è stato tra i fondatori del settimanale “Avvenimenti”, direttore del quotidiano napoletano “Senzaprezzo” e della rete televisiva Ntv a Bologna. Terminata l’attività di cronista, ha insegnato alla scuola di giornalismo di Bologna e al Carid dell’Università di Ferrara. Dal 1985 al 1992 è stato capo ufficio stampa del Comune di Ferrara e direttore del mensile “Ferrara”.

Testa ha accompagnato la carriera di giornalista con la passione per la poesia e la narrativa. Nel 1976 ha pubblicato “La strage di Peteano” (Einaudi), libro inchiesta sull’attentato avvenuto il 31 maggio 1972 in cui persero la vita tre carabinieri, anticipando di alcuni anni la verità giudiziaria. All’attentato alla stazione di Bologna ha dedicato “Antologia per una Strage”, raccolta di 84 poesie, una per ogni vittima della bomba, uscita per Zanichelli nel 1982 e ripubblicata da Minerva Edizioni nel 2005. Sempre sulla strage di Bologna ha scritto “Terrorismo: la strategia che viene dall’alto” (Thyrus, 1986), a cura dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna. Fu autore di altri romanzi.

Nel 2017 era stato insignito dall’Associazione Stampa di Ferrara del Premio alla carriera, sottolineando che era stato “un giornalista sensibile agli eventi socio-politici del suo tempo, che tra gli anni Sessanta e Settanta scavò nel profondo delle trame più oscure della storia italiana, come la strage di Piazza Fontana e di Peteano, con articoli e libri che sono nella storia del giornalismo d’inchiesta”.

“Ferrara piange un suo figlio, colto,  appassionato e poliedrico ricercatore di verità, attraverso le arti della scrittura e della pittura”, scrive il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri. “La morte di Gian Pietro Testa ci addolora profondamente, nel ricordo di un autore che ha raccontato con profondità di conoscenza, e amore per la ricerca, pagine drammatiche della storia italiana,  e anni di cronaca cittadina, e che ha tradotto in immagini la sua ispirazione profonda, con spirito di amicizia e condivisione con il mondo dell’arte ferrarese. Ci stringiamo al dolore dei familiari, a cui porgiamo le più sentite condoglianze”.

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