Gimbe, l’epidemia non frena: più 22% di casi e 12% di decessi. Ma corrono anche le terze dosi

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Corre il virus in Italia, ma corrono anche i vaccini. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe mostra chiaramente il braccio di ferro in corso fra epidemia e immunizzazioni. I casi sono ancora in crescita, come ormai avviene da 7 settimane: +22% negli ultimi sette giorni, sestuplicati dal 15 ottobre. Aumentano con decisione anche decessi e ricoveri.

La settimana dal primo al 7 dicembre ha visto un aumento del 22,4% dei nuovi casi Covid-19, una crescita del 12% dei decessi, del 16,3% di ricoverati e del 13,6% di pazienti in terapia intensiva. “Da sette settimane – spiega Nino Cartabellotta, presidente Gimbe – continuano ad aumentare i nuovi casi con una media giornaliera più che sestuplicata: da 2.456 casi registrati il 15 ottobre ai 15.110 del 7 dicembre”.

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In tutte le Regioni, tranne Molise e Valle D’Aosta, si rileva un incremento dei nuovi casi che va dall’1,8% delle Marche al 50,3% dell’Umbria. In 52 province l’incidenza è pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti, e in testa ci sono Trieste (con 694 casi), Bolzano (651), Treviso (467) e Padova (405). “Con il trend attuale di crescita dei nuovi casi, anche se l’impatto sugli ospedali è ammortizzato dai vaccini, nelle prossime 4 settimane diverse Regioni cambieranno colore”, sottolinea Cartabellotta.

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Accelera anche la campagna vaccinale. In 7 giorni ci sono state 223mila prime dosi, con un aumento del 31,7% di nuovi vaccinati grazie al Super Green Pass. Mentre si registra un vero e proprio “boom di terze dosi”, con 2,6 milioni di richiami e un aumento del 52,6% in una settimana. L’80,1% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino ma rimangono scoperti 2,5 milioni di over 50 ad elevato rischio di ospedalizzazione.

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