Gino e Massimo Noi sposi come 27 anni fa in una Palermo che e cambiata di Giorgio Ruta

Gino e Massimo: “Noi sposi come 27 anni fa, in una Palermo che è cambiata” di Giorgio Ruta  

La Republica News
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Massimo in un frac bianco con una lunga coda e Gino in un completo rosso, un bouquet di fiori freschi a testa. Quel 28 giugno in piazza c’erano gli edili che protestavano contro il Comune e camminando in quel cimitero che erano le strade di Palermo pareva ancora di sentire l’eco delle bombe che pochi mesi prima avevano ucciso i giudici Falcone e Borsellino. Massimo Milani e Gino Campanella – artigiani del cuoio con una bottega nel cuore di Ballarò, i pionieri che nel 1980 hanno fondato a Palermo il primo circolo Arcigay d’Italia – salirono la scalinata della chiesa di Santa Caterina e si sposarono simbolicamente affacciandosi su piazza Pretoria. Era il 1993 ed essere omosessuali a Palermo significava essere “froci”. Ventisette anni dopo Gino e Massimo si uniscono civilmente a Giarre, nel giorno del quarantesimo anniversario dell’omicidio dei pastori Giorgio e Antonio, uccisi perchè si amavano. Cosa è cambiato da allora nella vita delle coppie omosessuali?
di Giorgio Ruta e Sara Scarafia



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