102519802 6fe11ee8 d454 4e26 80a8 41dbd5677d06

Giorgetti lancia “un fondo e assunzioni per gestire le crisi aziendali”

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

102519802 6fe11ee8 d454 4e26 80a8 41dbd5677d06

MILANO – Un cambio di passo sulla gestione delle crisi aziendali, anche attraverso l’assunzione di profili ad hoc per occuparsene. Con, in parallelo, un fondo per traghettare le imprese all’interno delle attuali difficoltà determinate della pandemia. L’estensione del golden power, i poteri speciali dello Stato sulle aziende private, anche in filiere per il momento escluse. Sono alcuni dei punti che il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha messo sul tavolo nell’audizione delle commissioni riunite Attività produttive di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero.

Fondo e personale per gestire le crisi

Per le crisi aziendali “abbiamo avviato le procedure di reclutamento per l’attivazione di una specifica struttura che si avvarrà di competenze di professionali di spiccata qualità per supportare le decisioni ministeriali nei tavoli di crisi e abbiamo disposto lo stanziamento di un fondo che potrà essere attivato per traghettare imprese in temporanea difficoltà verso condizioni migliori, quando vi siano prospettive di ripresa”, ha spiegato Giorgetti in audizione. “Stiamo valutando la possibilità di estendere l’ambito di applicazione della golden power anche anche a filiere che allo stato ne sono esclude e rivestono un evidente rilievo nell’assetto economico nazionale”, ha aggiunto.

Declino industriale al Sud: da Ilva a Whirlpool, sale la tensione sociale per le crisi senza fine

“Senza imprese solide non esistono spazi per assicurare benessere” nel Paese, ha rimarcato in apertura del suo intervento invocando un “cambiamento di approccio che collochi la figura dell’imprenditore, come figura fisica, e dell’impresa al centro dell’attenzione per il ruolo imprescindibile che possono svolgere”.

Sulle tante situazioni di crisi con relative procedure aperte al Mise, il ministro ha spiegato che “i tavoli al Ministero sono utili, non per fare inutili passerelle ma per trovare soluzioni: per questo bisogna usare sempre un linguaggio di verità”. Quanto alle forme di sostegno all’impresa, Giorgetti confida nell’incrocio dei dati per avere un quadro più preciso: “Ho avviato presso il Ministero dello sviluppo economico un lavoro approfondito per riportare all’interno di una banca dati e consolidare tutti gli elementi di conoscenza con riferimento alle differenti forme di intervento a sostegno delle imprese. In questo modo potremo verificare se la stessa impresa si è avvalsa di più incentivi e l’uso che ne ha fatto monitorando i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi previsti”.

Rivedere le norme sugli aiuti di Stato autolesionistiche

Mentre è alta la polemica per la vicenda del salvataggio di Alitalia, Giorgetti ha detto che in Europa “l’Italia dovrà partecipare attivamente alla discussione, avviata in ambito europeo, per la revisione della normativa in materia di aiuti di Stato per rimuovere una serie di vincoli e limitazioni che potevano giustificarsi nella fase di costruzione del mercato interno ma che risultano oggi decisamente anacronistici se non autolesionistici quando si tratta di fronteggiare la concorrenza delle economie emergenti”. E ha aggiunto: “Verifichiamo quotidianamente le difficoltà derivanti da una disciplina troppo minuziosa in materia di aiuti di Stato a danno delle possibilità di porre in essere interventi, anche a carattere temporaneo, per sostenere imprese in difficoltà che tuttavia possono ancora riprendersi avvalendosi di un prestito ovvero di garanzie pubbliche”.

Sempre in riferimento ad una annosa questione con Bruxelles, Giorgetti ha spiegato: “Stiamo lavorando per trovare un rimedio soddisfacente alla annosa questione del commercio ambulante che lamenta una condizione di precarietà per la mancata individuazione di soluzioni praticabili al problema posto dalla cosiddetta direttiva Bolkestein”.



Go to Source