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Giro, Igor e un giorno da reporter: “Con Instagram meglio della Rai”

La Republica News
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CORTINA – “Di solito ho solo 10-15 spettatori sul mio Instagram Live, ma quando ho visto che c’erano 380 persone che guardavano ho pensato “beh, a questo punto è meglio continuare lo spettacolo o la gente si arrabbierà con me”. E così Igor Tavella, 44 anni, gestore di un albergo, l’Ustaria Posta di Badia, ha fatto ciò che alla Rai non era riuscito: ha filmato e trasmesso in diretta i passaggi dei corridori sul Giau, la salita più alta del Giro. In una giornata da tregenda, con gli elicotteri ripresa e l’aereo ponte del servizio pubblico rimasti a terra per disposizioni della torre di controllo di Venezia, Tavella è stato l’unico videoreporter involontario di quello che stava accadendo al gelo, lassù.
 

Ci racconti la sua giornata.
“La mia intenzione era quella di andare in auto con mio figlio Rafael sul Fedaia e poi, sfruttando la strada che passa da Rocca Pietore, salire anche sul Giau. Arrivati ai piedi del Fedaia, due ore prima del passaggio previsto dei corridori, abbiamo notato fiocchi di neve e avvertito un freddo feroce”.
 

E così avete cambiato programma.
“Siamo allora andati sul Giau, dove le condizioni erano appena migliori, ma anche lì all’inizio nevicava”.
 

Ha saputo che il disegno della tappa era stato stravolto?
“Inizialmente no. Siamo rimasti in macchina finché non abbiamo iniziato a vedere movimento di macchine, di moto della polizia. Ci siamo messi lì e ho iniziato a filmare col cellulare e a fare qualche storia di Instagram, quei brevi filmati che si cancellano dopo un giorno”.
 

La Rai però non stava trasmettendo nulla, solo replay, grafiche virtuali e immagini dall’arrivo.
“Non lo sapevo, ma mi sono accorto dal numero di contatti che stava succedendo qualcosa di particolare. Ho visto che tantissimi utenti hanno iniziato a ringraziarmi, a chiedermi di continuare a filmare. Ho lasciato acceso il cellulare e così, in diretta sulla mia pagina Instagram, sono passati tutti i corridori, da Bernal agli ultimi. Li ho visti tutti. Anzi, non tutti. Mi è sfuggito Evenepoel, era nel cuore di un gruppo, tutto coperto, era impossibile riconoscerlo”.
 

In che condizioni erano?
«Ho visto facce impegnate, a tutta, alcuni erano stravolti dalla fatica e dallo sforzo. Quelli più staccati erano invece più rilassati, anche se quasi tutti infreddoliti. Molti degli staccati si sono fermati in cima e hanno indossato con calma la mantellina prima di buttarsi in discesa. È stata un’esperienza particolare, quasi mistica. Io sono stato corridore, ho partecipato 20 chili e 20 anni fa a un Giro dilettanti, ogni tanti mi diletto ancora e conosco queste salite come le mie tasche. Faccio video divertenti di escursioni e pedalate in montagna. Ma tutti questi follower, tutti insieme, non li avevo mai avuti. Ci siamo divertiti. Ma quanto andava forte Bernal?”.
 



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