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Giustizia, nel Milleproroghe il colpo di mano di Fdi sulla prescrizione. E la maggioranza rischia di spaccarsi alla Camera

La Republica News
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Sulla prescrizione la maggioranza potrebbe incappare oggi nella prima divisione in aula alla Camera. Perché, a sorpresa, ecco di nuovo l’incubo prescrizione che torna nel decreto Milleproroghe. Fratelli d’Italia ha presentato, all’articolo 8, esattamente lo stesso emendamento di Enrico Costa di Azione, Forza Italia e Lega. Nonché di Italia viva. In assenza di un voto di fiducia, a questo punto, hanno intenzione di astenersi Fi e il partito di Salvini. Con la motivazione che si tratta dello stesso emendamento già presentato in commissione Affari costituzionali e Bilancio. 

Anche Italia viva si asterrebbe, visto che, appena giovedì scorso, durante il vertice di maggioranza con la Guardasigilli Marta Cartabia, tutti i gruppi del governo si erano trovati d’accordo con l’ordine del giorno presentato dalla ministra che rinviava il nodo prescrizione in attesa di rivedere i disegni di legge sulla riforma del processo penale. In attesa quindi di una riforma organica. 

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I renziani, con la capogruppo alla Camera Maria Elena Boschi, hanno cercato di convincere gli alleati a trovare un voto unitario, ma senza riuscirci. Tra le indiscrezioni circola quella che proprio Forza Italia abbia insistito per non andare alla fiducia e votare sulla prescrizione. Probabilmente per la pressione degli avvocati e delle Camere penali di Giandomenico Caiazza deluse dalla decisione di Francesco Paolo Sisto, responsabile Giustizia di Fi, che ha accettato l’ordine del giorno di Cartabia. 

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Invece Costa non parteciperà al voto e adesso dice: “Ci siamo impegnati a non affrontare il tema della prescrizione nel Milleproroghe, ma nel merito non potrei né votare no, né astenermi perché Fratelli d’Italia ha copiato il mio emendamento. Giudico contraddittoria l’astensione e ritengo inopportuno in questo momento disattendere l’accordo di maggioranza sottoscritto con Cartabia”.  

Ma c’è di più. Si era capito già sabato che il partito di Berlusconi aveva digerito a fatica l’accordo proposto da Cartabia. Infatti, durante il voto in commissione degli emendamenti, in più di un’occasione, i forzisti hanno minacciato di fare marcia indietro sull’intesa. Proprio con l’intenzione di votare sì allo slittamento della legge dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede al 2023. Ci sono stati molti momenti di tensione, poi è prevalsa la stanchezza e la voglia di chiudere sul Milleproghe. Ma adesso ecco la nuova zeppa che potrebbe portare la maggioranza a dividersi per la prima volta in aula. 



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