143816316 0bbdc544 7e96 47b9 9875 9a3a5bc152fc

Gli alberi che si nutrono di metalli diventano miniere

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

143816316 0bbdc544 7e96 47b9 9875 9a3a5bc152fc

Il nichel si può estrarre da un albero, Pycnandra acuminata, che cresce sull’isola della Nuova Caledonia, nel Pacifico meridionale. Quando la sua corteccia viene tagliata, emette un lattice verde-blu che contiene fino al 25% del prezioso (e velenoso) metallo. Si tratta di un metallo considerato estremamente pericoloso per la maggior parte delle piante, anche in quantità minima, ma che invece la Pycnandra acuminata tollera bene ed è in grado di restituire quasi pronto per l’utilizzo.

In Messico la più grande miniera di litio al mondo. Ma è un tesoro in concessione per 50 anni

Ma il caso della Pycnandra acuminata non è l’unico: si stima che circa 700 specie di piante presentino un livello insolitamente alto di metalli, a partire proprio dal nichel, ma non solo. Il caso, ad esempio, dell’albero di macadamia, che ha foglie e linfa ricche di manganese che, fortunatamente, non si accumulano invece nella noce che produce.

Così i boschi delle Ande sostituiranno la giungla amazzonica

Se queste piante vengono essiccate e ridotte in cenere, producono un minerale metallico di alta qualità estremamente ricco, con un processo che produce meno inquinamento e utilizza molta meno energia di quella necessaria nell’estrazione mineraria convenzionale. Il procedimento è sicuramente più lungo di quello tradizionale, per questo l’estrazione di metalli dalle piante non potrà sostituire completamente la miniera, ma ha un pregio in più: è possibile utilizzare queste piante prima per ripulire terreni inquinati da metalli tossici e poi estrarre dalle stesse quei minerali che, per essere smaltiti, avrebbero bisogno di interventi ben più costosi e radicali.

Natura

Ma quali erbacce, le brughiere della Lombardia sono una ricchezza

Gli scienziati si interrogano oggi sul perché alcune piante si nutrono di grandi quantità di metallo, normalmente pericolosi per loro stesse, e come facciano a tollerare, allo stesso tempo, questi minerali senza uccidersi. Secondo alcuni ciò servirebbe alle piante per proteggersi dall’attacco degli insetti o per resistere alle infezioni fungine.



Go to Source