Gli specializzandi in fondo alla fila Noi vaccinati solo dopo i dipendenti

Gli specializzandi in fondo alla fila: “Noi vaccinati solo dopo i dipendenti”

La Republica News
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I medici specializzandi passano in fondo alla coda. Riceveranno il vaccino contro il Covid dopo i dipendenti degli ospedali. Anche se svolgono lo stesso lavoro accanto ai pazienti con il virus, come gli altri operatori sanitari senza contratto, verranno protetti per ultimi. Le segnalazioni all’associazione degli specializzandi “Chi si cura di te” sono arrivate da almeno tre strutture: il San Gerardo di Monza, gli Ospedali riuniti di Ancona e il Policlinico Umberto I di Roma. Ma non è escluso che il problema sia più generalizzato.

Alcune nazioni, all’interno della categoria del personale sanitario esposto al contagio, prevedono una priorità in base all’età. I giovani infatti hanno in genere sintomi più lievi. “Ma nel nostro caso l’ordine viene stabilito in base al tipo di rapporto contrattuale. Questo non è giustificabile. Quando c’è stato bisogno di reclutare il personale per effettuare il vaccino, sono venuti subito a chiedere a noi, e in forma praticamente gratuita, all’interno della formazione professionale” spiega Salvatore Mazzeo, membro dell’esecutivo del gruppo “Chi ci cura di te”. “Dovremmo essere noi a somministrare un vaccino che riceveremmo per ultimi”. E se è normale che gli specializzandi siano più giovani dei medici contrattualizzati, la cosa è tutt’altro che scontata per gli altri operatori sanitari.

Il piano vaccini della Regione Lazio prevede che al primo posto venga vaccinato il “personale sanitario e sociosanitario dipendente” Al secondo posto il “personale sanitario e sociosanitario non dipendente”. E al terzo il “personale sanitario e sociosanitario in formazione (specializzandi, tirocinanti, studenti)”.

Ad Ancona l’avviso che i vaccini non saranno disponibili subito è arrivato corredato dagli auguri di buon anno. “All’inizio agli specializzandi era stata data l’opportunità di prenotarsi. Poi è arrivato il contrordine” spiega Mazzeo. “Dobbiamo comunicare – il messaggio ricevuto dai giovani medici – che per un errore di carattere tecnico non è stato possibile avvertire le S.S. L.L.. che la Loro prenotazione potrà essere effettuata solo dopo la prenotazione dei dipendenti dell’Azienda di ruolo sanitario in assistenza, in applicazione delle priorità stabilite dalle linee guida ministeriali. La invitiamo pertanto a riprenotarsi nel momento in cui verranno riaperte le prenotazioni per il periodo successivo al 18 gennaio, cosa che presumibilmente avverrà il 4 gennaio. Cordiali saluti e auguri di Buon Anno. Ospedali Riuniti di Ancona”.

Delle linee guida ministeriali i membri di “Chi si cura di te” non hanno mai trovato traccia. Il San Gerardo di Monza ha sottolineato la frase con la discriminazione, perché fosse ancora più evidente: “Le sedute vaccinali fino al 10/1/2021 compreso sono dedicate al personale dipendente. Pertanto il restante personale (inclusi gli specializzandi) dovrà prenotarsi nelle sedute successive“.

Dall’inizio della pandemia gli specializzandi sono stati coinvolti in modo massiccio nella cura dei pazienti con il coronavirus, anche se al primo biennio e anche se provenienti da rami della medicina non legati ai sintomi della malattia. Alcuni hanno ricevuto un contratto di lavoro a tempo, altri no. Un terzo, secondo “Chi si cura di te” è stato obbilgato a lavorare nei reparti Covid.



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