Governo da verifica a Recovery e vaccini le parole di ConteAdnkronos

Governo: da verifica a Recovery e vaccini, le parole di Conte/Adnkronos

Libero Quotidiano News
Pubblicità
Pubblicità

Condividi:

30 dicembre 2020

Roma, 30 dic. (Adnkronos) – Dalla verifica al Recovery al piano vaccinale. Questi alcuni dei temi principali affrontati dal premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno.
VERIFICA – “Dobbiamo assolutamente affrettare le risposte che il Paese attende, le risposte più urgenti. Oggi c’è l’approvazione della legge di Bilancio, il prossimo passaggio urgente è il Recovery plan. Ci sono stati degli incontri ieri, dei contributi critici, adesso dobbiamo fare sintesi politica, è urgente, va fatta nei prossimi giorni, non valgono i giorni di festa. Dobbiamo dedicarci a questo, riportare nel Cdm, aprirci al confronto con le parti sociali, mandare il documento al Parlamento il prima possibile”.
“Se verrà meno la fiducia di una forza maggioranza ci sarà un passaggio parlamentare dove tutti si assumeranno le proprie responsabilità. Fare opzioni e alternative non è opportuno. Non voglio credere a uno scenario del genere, mi sembrerebbe rischioso e insidioso per quel patrimonio di credibilità e fiducia costruito con l’impegno quotidiano di tutte le forze di maggioranza”.
“Il sottoscritto non va alla ricerca di altre maggioranze in Parlamento e lavora con la maggioranza che ha e crede nella sintesi che può scaturire dal dialogo. Lavoro per svolgere questo compito con disciplina e onore, non sto pensando a fare una lista o fare una campagna elettorale”.
RECOVERY – “Dobbiamo procedere con il confronto con le varie forze, la critica costruttiva ci predispone ad una sintesi. Vorrei andare in Cdm i primi giorni di gennaio e partire il giorno seguente con il confronto con le parti sociali, dare la possibilità al Parlamento di dare un contributo. Poi questo ci permetterà ragionevolmente di arrivare in tempo, al momento i tempi sono meta febbraio per il progetto definitivo”.
Nel metodo e sulla governance: “L’esigenza di procedure accelerate è stata mia premura sin dall’inizio. Si tratterà di procedure semplificate e poi ovviamente l’esigenza di definire di una struttura di monitoraggio che non piò oscurare le prerogative dell’amministrazione centrale e periferica” e “occorre anche porsi il problema di una clausola di salvaguardia”. Sul Recovery “non ho detto che va tutto bene, se non abbiamo ancora il documento aggiornato, la struttura di governance, non va tutto bene. Dobbiamo affrettarci o rischiamo di arrivare in ritardo. Plausibilmente dovremo presentare a metà febbraio il Recovery plan”.
“Quello che sin qui è mancato, per cui affrettare, è la sintesi politica finale dove è giusto che ciascuna forza esprima la sua sintesi, la sua visione, nella distribuzione finale delle risorse -ha proseguito Conte-. Questo è il momento della politica al massimo livello. Cerchiamo di sintetizzare ancora di più i progetti. Secondo me 52-54 sono troppi, dobbiamo cercare di concentrare ancora di più le nostre risorse su quei progetti che hanno attitudine a modernizzare, trasformare il nostro Paese”. Sul Recovery, annuncia Conte, ci sarà un decreto.
VACCINI – “L’Italia ha fatto una scelta di grande prova democratica: il ministro Speranza è andato in Parlamento che ha approvato il 2 dicembre il piano vaccini anche con le categorie di priorità partendo da operatori socio sanitari e residenti e personale delle Rsa”. “Da questo punto di vista procederemo rispettando queste indicazioni, io lo farei subito ma cercherò di rispettare le priorità così come approvate dalla Camere e anche dalla Conferenza Stato Regioni. Avremo un piano vaccinale ben organizzato, ci sarà un grandissimo sforzo per una macchina molto complessa”.
“Quando ci saranno i primi risultati della campagna vaccinale? Quando saranno vaccinate circa 10/15 milioni di persone e quindi non prima di aprile, in primavera, potremo avere i primi risultato significativi. Ci sono tutte le premesse per cui l’Italia, che spesso viene considerata una Cenerentola dal punto di vista organizzativo, possa dimostrare di essere all’altezza della sfida di un piano vaccinale senza precedenti”. Anche se in estate “potremo ancora non aver risolto pandemia”. E sulla patente d’immunità il premier dice che si valuterà. Inoltre, precisa Conte, “lo stato di emergenza lo prorogheremo fino a quando sarà necessario”.
“Escludiamo la vaccinazione obbligatoria” e sui vaccini “declineremo tutti i dati in Parlamento”. Quanto alle dosi distribuite in Europa: “L’Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perchè le dosi sono centinaia di milioni assolutamente sufficienti”. Quanto alla Germania: “Io non ho detto” che la Germania ha violato il piano vaccinale, “c’è un articolo che fa divieto ai Paesi che aderiscono al piano vaccinale europeo di concludere con le stesse ditte accordi bilaterali. Ho letto anche io i giornali, non ho elementi di conoscenza dettagliati”.
RIMPASTO – “Io lavoro con le forze di maggioranza, mai pensato di fare squadra da solo. E così sarà , se verrà posto il problema” di avere di due vicepremier “lo affronteremo, sempre nell’ottica di un dialogo per soluzioni che sono funzionali. Io sono disponibile a qualsiasi soluzione che sia funzionale per i cittadini”. “Nello scorso governo abbiamo avuto questo schema con scarso successo”. “Un capitano di una squadra difende i suoi giocatori in tutti i modi, o non sarebbe più capitano”.
RENZI – “Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio culturale e politico. Io sono fuori dalla logica degli ultimatum per attitudine personale, culturale e politica. Io sono per il dialogo e confronto e trovare una sintesi superiore per il bene del Paese”.
MES – “A un tavolo di maggioranza con le forze politiche e i ministri si può discutere di tutto, fermo restando che se si parla di Mes sarà sempre il Parlamento a dover decidere”.
SERVIZI – “La legge del 2007 attribuisce al presidente del Consiglio la responsabilità politica e giuridica sulla sicurezza nazionale, ne rispondo comunque, che mi avvalga o meno della facoltà, non è obbligatorio. Queste funzioni non sono delegabili”. “Abbiamo un organismo, il Copasir, che ha funzioni di vigilanza e controllo sull’operato del presidente del Consiglio e le Agenzie di intelligence, che garantisce rispetto dell’interesse generale -ha spiegato il premier-. Chi chiede al Presidente del Consiglio di dover delegare deve spiegare perchè, non si fida del presidente del Consiglio? Allora bisogna cambiare la legge”.
SCUOLA – “Auspico che il giorno 7” gennaio “le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con la didattica mista, almeno il 50 per cento in presenza nel segno della flessibilità”. Il premier ha sottolineato la possibilità di situazioni flessibili, “paese per paese, scuola per scuola” frutto del lavoro coordinato da parte delle prefetture, ammettendo che “il trasporto si è rivelato uno dei momenti più critici”, perchè bisognerebbe “quintuplicare la flotta dei mezzi di trasporto Abbiamo investito tre miliardi per sostituire la flotta dei bus, stanziato 390 milioni per favorire il noleggio di mezzi privati, tutte iniziative che devono essere messe a terra a livello regionale”.
LAVORO – Con la fine del blocco dei licenziamenti, “il mercato del lavoro si preannuncia molto critico dopo marzo”, uno scenario “molto preoccupante. Fin qui abbiamo costruito una cintura di protezione sociale che più o meno sta funzionando”, ma occorre pensare alla “riforma degli ammortizzatori sociali e rendere più incisive le politiche attive del lavoro. Dobbiamo assolutamente lavorare nei prossimi giorni per non farci trovare impreparati, ci stiamo lavorando”.
LEGGE ELETTORALE – “C’è stato un accordo tra le forze di maggioranza sulla legge elettorale e per un controbilanciamento dovuto al taglio del numero dei parlamentari”. Questo tema “è tra le priorità fine legislatura e lo porrò all’attenzione del tavolo di confronto della maggioranza. E’ un passaggio importante”.
CARCERI – “Per la situazione delle carceri, in un periodo così complesso ci sono ulteriori preoccupazioni che si aggiungono. Se posso, nel complesso, per fortuna, la situazione è sotto controllo per la pandemia, su 53mila detenuti abbiamo 844 casi di positività al Covid, di cui sintomatici 35, ricoverati solo 25. Nel complesso le cautele adottate, ho verificato io stesso, ci sono”.



Go to Source