Governo Draghi, le donne Pd chiedono urgente convocazione Direzione Nazionale

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La Conferenza della Donne del Pd, con un ordine del giorno a prima firma Titti Di Salvo e sottoscritto da 29 esponenti dem, ha chiesto la convocazione urgente della Direzione Nazionale sottolineando che “l’assenza di ministre del Pd nel governo Draghi ha sollevato una forte reazione negativa nelle nostre iscritte e nostri iscritti e tra le nostre militanti e i nostri militanti. Ha determinato una caduta di autorevolezza nei rapporti con le associazioni e l’intera società. Per la distanza tra le affermazioni e la pratica e perché ha proiettato l’immagine di un partito non in sintonia con la realtà del paese fatta di donne e uomini”.

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La risposta di Zingaretti: “Giusta rabbia”

“La giusta rabbia a cui bisogna dare una risposta non la dobbiamo mettere con la polvere sotto il tappeto ma utilizzarla per superare i limiti che ci sono”. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ospite di Cartabianca, sulle proteste delle Dem per la mancanza di ministri donne del partito. “Il presidente Draghi si è fatto carico di garantire il pluralismo di genere che c’è nel governo nella sintesi complessiva e non è accaduto per noi. Non è un problema delle donne, ma soprattutto degli uomini farsi carico di capire come si volta pagina. Non per dare un contentino, ma per ripensare come questo partito nelle politiche cambia”.

Fedeli (Pd): “Per prossimi incarichi scelte paritarie”

“Considero quanto accaduto una sconfitta pesantissima di tutto il partito, non certo solo delle donne del partito, che ha creato anche un problema di credibilità, autorevolezza, rappresentatività e rappresentanza. Ecco perché ci troviamo di fronte a un fatto politico che va affrontato nella sede politica della direzione nazionale come espressione dell’intero gruppo dirigente, composto di donne e uomini, di tutto il Pd”. Così la senatrice Pd Valeria Fedeli intervenendo alla riunione della conferenza delle donne democratiche. “Abbiamo bisogno di discutere, – aggiunge – di agire il conflitto che non significa scontro ma confronto plurale, democratico, aperto. E se la nostra impostazione democratica, innovativa, europea è quella della condivisione delle responsabilità, della rappresentanza paritaria, allora non accetto che il criterio per l’indicazione delle competenze Pd per il sottogoverno sia quello risarcitorio e che quindi vengano scelte solo don ne. Se così fosse lo considererei un vulnus alla concezione democratica, ai principi e ai valori su cui è fondato il nostro stesso partito”.

Zingaretti: “A favore di vicesegretario donna”

“Io su questo parlo soprattutto agli uomini del Pd: è accaduto, è grave e non deve più accardere”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ospite di Cartabianca, commentando le proteste delle donne Dem per la mancanza di una ministra espressione del partito nel governo Draghi. Zingaretti ha aggiunto che avere un “vicesegretario donna è una delle possibilità, io sono a favore. Non nego l’errore, la battuta d’arresto ma questo – ha aggiunto – è l’unico partito italiano in cui le donne rappresentano almeno la metà degli organismi dirigenti ed esecutivi, nella presidenza e nella gestione di molte commissioni”.

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