Governo, Salvini: “Ho chiesto a Draghi un atteggiamento europeista sui migranti”. E al Pd: “È il momento di deporre l’ascia di guerra”

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Matteo Salvini chiede a Mario Draghi un atteggiamento europeista sull’immigrazione. Perché “pretendiamo il coinvolgimento dell’Europa”, ha spiegato il leader della Lega a “The Breakfast Club” su Radio Capital. Salvini europeista ormai? “Non è un insulto, Draghi difenderà gli interessi degli italiani in Europa meglio di chiunque altro. In questo momento bisogna andare al di là delle etichette, altrimenti non avrei mai dato la fiducia al governo del banchiere Draghi – spiega – Questo è un governo europeista? Bene, comportiamoci come gli spagnoli, i francesi, i tedeschi, gli sloveni. Controlliamo chi entra e chi esce e pretendiamo il coinvolgimento dell’Europa. All’Italia ora servono meno etichette e più fatti”.

Governo Draghi, la nuova strategia di Salvini per condizionare il premier. E intanto incontra Zingaretti

Insomma per il leader leghista, “questo è il momento di deporre l’ascia di guerra. Con un milione di posti di lavoro già saltati, penso che la politica debba usare il tempo per risolvere i problemi. Il ministro Speranza ha vissuto un anno sotto pressione, non lo invidio, cercheremo di sostenerlo da tutti i punti di vista”, aggiunge cambiando anche idea anche sulla riconferma del ministro alla Salute.

Rapporti Lega-Pd

E i rapporti con il Pd? Ieri c’è stato un incontro tra il segretario dem, Nicola Zingaretti e Matteo Salvini, durato circa mezz’ora. Il primo faccia a faccia tra due segretari che, prima di trovarsi alla guida dei due principali partiti della nuova maggioranza, sono stati sempre su barricate opposte. “Con Zingaretti abbiamo parlato di lavoro, ci sono 140 crisi aziendali e sono ferme da mesi, il 31 marzo c’è lo sblocco dei licenziamenti: o si interviene per tempo o sarà il caos”, spiega a Radio Capital. Aggiungendo: “Vorrei incontrare il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Enrico Giovannini, perché l’edilizia e i lavori pubblici potrebbero creare davvero quel milione di posti di lavori di cui si parlava anni fa”. È vitale “sbloccare questi cantieri fermi”, ribadisce Salvini.

Salvini incontra Zingaretti: “Abbiamo parlato di lavoro, il clima è collaborativo”

“Rinforzare Cts con nuove energie”

Domenica l’attacco ai tecnici del Cts “che cambiano idea in continuazione” e a Walter Ricciardi che chiede al governo un lockdown per fermare la diffusione delle varianti del Covid. Oggi Salvini a Radio Capital torna sull’argomento. Il Cts è “da rimpolpare, rinforzare con energie nuove e idee nuove. Conosco tanti primari che il Covid non lo commentano in tv ma lo combattono da una corsia di ospedale”. E ancora. Per Salvini “bisogna parlare del tema delle riaperture: se uno può andare a pranzo in maniera sicura, perché non può andarci anche a cena?”. Il leader del Carroccio torna anche sulla vicenda delle piste da sci che sono rimaste chiuse, con la decisione comunicata il giorno prima della riapertura. “Questo era il modello Conte-Casalino dell’annuncio la sera che entrava in vigore lunedì. Con Draghi, appena sarà in carica, ho modo di pensare che cambieranno parecchie situazioni. La scelta la devi comunicare per tempo, va bene la salute, ma dalla sera alla mattina…La comunicazione giorno e notte di virologi, consulenti, scienziati che dicono uno e l’opposto dell’altro dovrà cambiare profondamente”, aggiunge il leader della Lega.

E se il Cts “è da rinforzare più che da cambiare”, Arcuri? “So che il presidente Zaia sta provvedendo di suo a cercare di portare in Italia decine di milioni di vaccini, altrimenti non ne usciamo più. I vaccini dovrebbero essere garantiti da Arcuri, ma se li garantisce come ha garantito l’apertura delle scuole e le mascherine, allora aiutarlo sarà un dovere. Uno che prepara un bando da decine di milioni di euro per i capannoni per fare i vaccini quando mancano i vaccini è come comprare la casa e partire dal caminetto quando manca ancora la cucina”.

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