Governo, scontro Letta-Salvini. Il leader del Pd: “Io faccio il palo? Parli come i tuoi assessori pistoleri”

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MILANO MARITTIMA –  La festa, di per sé, è cominciata senza botti, anzi con qualche sedia vuota di troppo e il solito clima più  sagra che convention. Ma a richiamare attenzione, e polemiche, sull’appuntamento leghista di Cervia, c’è sempre l’effetto-Papeete, quella congiuntura magica per cui ogni volta che Matteo Salvini arriva da queste parti, la politica comincia a fibrillare. Lui, il segretario della Lega, ieri sera ha scaricato una serie di critiche che definire ruvide è un eufemismo su Conte e Letta: il primo “odia Draghi ed è un sabotatore”, il secondo “gli fa da palo”. E per il numero uno del Pd giù una serie di altri giudizi sprezzanti: “E’ una banderuola che non controlla il suo partito”.

Lega, Salvini al Papeete: “Conte odia Draghi e Letta gli fa da palo”

Saranno probabilmente le scorie delle tensioni legate all’approvazione della riforma della giustizia, sarà forse il “liberi tutti” figli del semestre bianco, ma certo in questo scorcio di agosto la Santa alleanza fra avversari è diventata una adultera convivenza fra nemici dichiarati. E Enrico Letta non ha perso tempo per alludere, nella sua replica, a una Lega da Far West: “Io faccio da palo? Sì, è il linguaggio con cui probabilmente sei abituato a parlare con i tuoi consiglieri facili di pistola, Adriatici a Voghera o Aronica a Licata”, dice in un tweet il segretario del Pd rivolgendosi direttamente a Salvini.

Riforma della giustizia, Draghi impone lo stop: oltre questo limite non possiamo andare

Non è facile, per un rappresentante dei dem, venire in  questo clima a Cervia, per partecipare al previsto incontro sull’immigrazione. Era stata invitata la deputata Alessia Morani, ma ha declinato la proposta: “Ho un impegno in parlamento. Sulle parole di Salvini dico che farebbe bene a guardare in casa propria, e alle prese di distanze dalla sua linea da parte di Zaia, Fedriga o Giorgetti…”. Fino a questa mattina l’organizzazione non aveva trovato un sostituto di Morani. Dal Nazareno si fa sapere che “non c’è alcun  veto alla partecipazione di un esponente pd alla festa della Lega ma certo queste parole non aiutano. E in ogni caso nessun invito ufficiale è giunto. Questo dimostra per lo meno disorganizzazione”.

E in serata Salvini, sempre sul palco della festa, sarà impegnato in un’altra mission: la ricostruzione del progetto di un centrodestra di governo più unico, attraverso una federazione o un soggetto unico. Il capo di via Bellerio ne parlerà con Bruno Vespa, in collegamento telefonico con Silvio Berlusconi. Le distanze,  nel centrodestra di governo, si sono allargate per le differenti posizioni su Green pass e obbligo vaccinale, con i forzisti convintamente a favore e Salvini no. E ci sarà un convitato di pietra: Giorgia Meloni.

Nessun rappresentante di Fratelli d’Italia è stato invitato alla festa di Cervia. Dopo l’alta tensione sul rinnovo del Cda della Rai che ha visto escluso il partito di Meloni, i rapporti tra FdI da una parte e Lega e Forza Italia dall’altra si sono notevolmente raffreddati. Quindi tavolo delle amministrative congelato, dubbi su qualche candidatura unitaria e posizioni divergenti sulla riforma della giustizia (nelle stesse ore in cui Salvini si diceva soddisfatto dell’intesa al cardiopalma raggiunta in Cdm, Andrea Delmastro tuonava contro la “vergogna”). “Aspettiamo – dice il capogruppo di FdI alla Camera Francesco Lollobrigida – Vanno chiariti i rapporti all’interno del centrodestra”. Unità del centrodestra di governo, rapporti con Meloni e distanza siderale dagli altri alleati dell’esecutivo Draghi: sono i tre pensieri che danno ansia a Salvini sotto l’ombrellone. Il Papeete di nuovo al centro della scena.

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