Gran Bretagna, due tamponi gratuiti a settimana per tutti. Ma sul passaporto vaccinale è scontro

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LONDRA. Passaporti vaccinali e due test antigenici gratis a settimana a tutti i residenti del Regno Unito. È il nuovo passo verso il ritorno alla normalità oltremanica che verrà annunciato oggi pomeriggio da Boris Johnson in conferenza stampa da Downing Street. Il primo ministro britannico parlerà alla nazione per illustrare la nuova fase della exit strategy che si aprirà lunedì prossimo 12 aprile, giorno in cui riapriranno pub, bar e ristoranti (ma solo per servizio esterno) dopo oltre tre mesi di chiusura totale, così come i parrucchieri, barbieri e altri negozi/esercizi non essenziali. E nelle prossime settimane, se tutto dovesse andare come da tabella di marcia, tornerà anche il pubblico negli stadi di calcio: 8mila persone ammesse alla finale di coppa di Lega il prossimo 25 aprile tra Manchester City e Tottenham e addirittura 20mila per quella di FA Cup il 15 maggio. Tutto questo verso l’obiettivo finale: quel 21 giugno in cui è previsto il ritorno alla “normalità”, con la popolazione adulta britannica quasi tutta immunizzata (totalmente o parzialmente) e la fine del distanziamento sociale.

I due test gratuiti

Nel frattempo, una novità importante saranno innanzitutto i due test antigenici a settimana messi a disposizione dal governo per tutti, che dovrebbero partire anche essi dal 12 aprile. Non è chiaro se saranno obbligatori, ma di certo “fortemente consigliati”. Questo per provare a tenere sotto controllo il virus e la sua ricomparsa visto che il Paese sta riaprendo lentamente dopo il lungo lockdown nazionale iniziato lo scorso 3 gennaio. Inoltre, tutti coloro che andranno in locali e luoghi pubblici al chiuso dovranno lasciare le proprie credenziali – anche tramite app anti Covid simile all’italiana “Immuni” – e dunque essere potenzialmente ricontattati nel caso in cui qualche altro cliente dovesse risultare positivo nei giorni successivi ed andare in autoisolamento. 

L’obiettivo è tenere il numero di morti e contagi il più basso possibile. Ieri e l’altro ieri il Regno Unito ha registrato dieci decessi per Covid (minimo da settembre scorso) e anche le nuove infezioni sono crollate: sempre ieri, 2.297 su oltre un milione di test. Questo grazie al lockdown e alla contemporanea e massiccia campagna vaccinale del governo Johnson che a oggi ha raggiunto 31,5 milioni di persone inoculate con una dose e 5,4 con due. Tra dieci giorni si completeranno gli over 50 e si passerà a coloro tra 40 e 50 anni.

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Passaporti vaccinali

 

Ma l’altra novità importante, e più controversa, è quella dei passaporti vaccinali, che secondo il governo Johnson sono indispensabili non solo per i viaggi internazionali ma anche all’interno del Regno Unito, per tornare alla normalità il prima possibile: di certo serviranno per andare in ufficio, concerti, teatro e stadi e probabilmente anche in pub e ristoranti. Apriti cielo. Su quest’ultimo punto, nelle ultime ore, il primo ministro è finito sotto il fuoco di decine dei suoi colleghi conservatori (come l’ex leader tory Iain Duncan Smith) ma anche dei socialisti radicali, come Jeremy Corbyn: tutti, sinora una settantina, che la reputano una “misura discriminatoria”, un “precedente pericoloso” e un calcio in faccia al tradizionalismo britannico in un Paese che a oggi non ha nemmeno le carte di identità e che vede i passaporti vaccinali come una indicibile intromissione nella capitale privacy degli inglesi. 

“Cupidigia e capitalismo”: la ricetta con cui Johnson dice di aver vinto la sfida dei vaccini

È dunque possibile che Johnson, per svicolare ogni polemica, possa escludere pub e ristoranti dalla misura e metta ai voti la questione dei passaporti vaccinali in Parlamento la prossima settimana o quella successiva, anche perché in ogni caso non saranno subito attivi, causa questioni tecniche. Più probabile che saranno pronti per il 21 giugno, “il giorno dell’indipendenza dal Covid” del Regno Unito. Da vedere quale sarà la posizione del leader laburista Sir Keir Starmer, che sinora ha esitato ad esprimerla: se il Labour si schierasse ufficialmente contro, visti i 70 ribelli già emersi, sarebbe la pietra tombale per i passaporti vaccinali.

Ma, nonostante le tradizioni inglesi, i sondaggi popolari sulla questione sembrano dalla parte di Boris Johnson: secondo l’ultimo di Ipsos Mori della scorsa settimana, il 78% dei britannici sono a favore dell’uso dei passaporti vaccinali per viaggiare all’estero, il 74% è d’accordo per le visite in ospedale, il 68% per andare a teatro o a un concerto, il 63% per la palestra, il 62% per entrare in pub e ristoranti e il 58% delle 8300 persone intervistate è a favore anche nell’ambito dell’uso dei mezzi di trasporto pubblici. 

A livello tecnico, per i passaporti vaccinali potrebbe essere utilizzata e sviluppata la app “Nhs Covid” simile a Immuni in Italia. Secondo le indiscrezioni, il “certificato vaccinale” del governo britannico dovrebbe prevedere tre possibilità per ottenere l’accesso ai luoghi pubblici al chiuso e ai maxi eventi: la prova di aver ricevuto un vaccino anti Coronavirus, oppure il risultato negativo di un test molecolare privato (nel Regno Unito molto costoso, in genere costa 150 euro) effettuato nelle 24 ore precedenti o, in alternativa, il risultato di un test sierologico che attesti la presenza di anticorpi dopo aver contratto ed essere guariti dal Covid. 

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