Green Pass, 5 Stelle divisi: “Sul lavoro è misura odiosa”. Conte “Ma l’emergenza non è finita, discutiamo con il governo”

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Raduna in una sala senatori e deputati grillini a parlare di Green Pass e avrai davanti tutte le divisioni nel Movimento. Fra chi lo vuole cancellare subito e chi invita alla prudenza. In un crescendo che tira in ballo i cinquantenni a casa senza stipendio, coinvolge il governo, il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, la linea del Movimento, il rapporto con il Pd.

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Una frattura che vede Giuseppe Conte schierarsi con chi chiede di procedere in maniera graduale, senza inseguire altre forze poliriche che fanno uso della demagogia. “Dire che siamo fuori dalla pandemia non è proprio corretto, stiamo transitando nella fase dell’endemia. Non possiamo smantellare e dismettere le misure di precauzione sin qui adottate”, spiega alla fine della discussione il leader dei grillini. E nel momento in cui si affaccia l’ipotesi di un ordine del giorno grillino per abolire subito il Green Pass, Conte la boccia subito insieme al caogruppo alla Camera Davide Crippa.

E’ una posizione singolare, francamente mi sembra una posizione che non corrisponde alla linea fin qui seguita”. “Chi lo firma – dice Conte – si assume una grande responsabilità davanti al paese”. L’ex premier ha ricordato ai parlamentari: “Noi siamo quelli che si sono assunti una responsabilità durante la pandemia e continuano ad averla però possiamo legittimamente rivendicare con il governo stesso un dialogo per lavorare insieme a una prospettiva di allentamento delle misure”, afferma il leader M5S Giuseppe Conte durante l’assemblea congiunta dei 5 Stelle sul tema green pass.

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Risposte alle critiche arrivate nel dibattito. Il senatore Mauro Coltorti, per esempio, non ha dubbi. “Con la fine dello stato emergenziale devono finire le restrizioni, deve finire tutto”, dice il grillino presidente della Commissione Trasporti di Palazzo Madama. “Questa misura non ha fatto aumentare, se non di pochi numeri percentuali, i vaccinati. In compenso ci troviamo più di un milione di persone a casa che hanno diritto allo stipendio. Questa è una misura forzata, uno schiaffo enorme che blocca l’economia e in particolare il turismo”, conclude Coltorti

“Il green pass non è uno strumento che amo, poteva essere accettabile in un momento significativo dei contagi. Il problema si è verificato quando nel periodo di maggior numero di contagi sono stati fatti interventi precipitosi uno dopo l’altro. Vogliamo prorogare l’emergenza fino a marzo? Va benissimo, ma a marzo deve finire: questa non può essere la normalità”, aggiunge la la deputata Federica Dieni. “Siamo in uno stato di diritto dove non si può discriminare, abbiamo creato una tensione sociale infinita, sottolinea la Dieni. “Questa non è una battaglia che si può lasciare alla Lega”, sottolinea la vicepresidente del Copasir, che si dichiara contraria all’obbligo vaccinale.

 “Il green pass rafforzato è una misura eccessiva. Abbiamo chiesto il ritorno al green pass base in un ordine del giorno che è stato accolto”, aggiunge la senatrice Loredana Russa.  “Visto che la curva dei contagi è in rapida discesa, bisogna cominciare gradualmente, fin da ora, a rallentare le restrizioni senza aspettare la fine dello stato di emergenza, a partire dalla richiesta di super green pass per lavoro, sport e cultura”, incalza  il deputato Davide Serritella.

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“Abbiamo cercato di far approvare alcuni emendamenti sull’indennità alimentare, ma sono stati bocciati. L’emergenza principale oggi è la situazione di molte famiglie che hanno persone a casa a stipendio zero. Penso sia questo l’argomento da affrontare”, spiega ai colleghi il senatore, ex ministro, Danilo Toninelli. Il tema dei lavoratori senza green pass e a casa senza stipendio è molto gettonato. “Arrivare a sospendere una persona dal mondo lavorativo perché, per sua scelta, non si vaccina, è gravissimo e non è coerente con tutto ciò che abbiamo professato come M5S”, dice la deputata Antonella Papiro

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Il dibattito non risparmia critiche e rimostranze nei confronto del governo e della leadership del Movimento. E non si risparmiano critiche al presenzialismo mediatico di Sileri.  “Non posso accettare che la linea del M5S la decida il governo – attacca la deputata Patrizia Terzoni – Oggi dobbiamo fare una valutazione su cosa vuole fare da adesso in poi il Movimento 5 Stelle. Il M5S deve iniziare ad avere una linea politica chiara. Fuori dal palazzo dicono che siamo diventati gli zerbini del Pd e di Speranza. Perché Sileri va in tv a difendere la linea di Speranza? Ci vada Speranza a difenderla”.

Conte nella sua replica risponde su questa critica e difende Sileri. “Non è vero che la nostra delegazione governativa non ha lavorato e non invidio affatto il ruolo istituzionale che Sileri  perchè ha un ruolo che lo costringe a subire malumori e insofferenza che si diffondono tra la popolazione e anche tra i ‘portavoce”, dice.

Il viceministro sotto attacco alla fine prende la parola e si difende.  “Prima di parlare e di giocare sui numeri, attenzione. Perché ci sono persone titolate a farlo, alle quali noi ci rivolgiamo. Non credo che siamo migliori dell’Oms. Nel momento in cui pensiamo di essere migliori degli altri, facciamo una casino”, si sfoga.

Intanto, si cita quello che accade in Europa, si chiede di tenere conto dell’andamento delle curve della pandemia. “Invito tutti a una riflessione: qui non si cerca di andare dietro la Lega, ci si guarda attorno e si vede che in tutta Europa ci sono aperture e allentamenti notevoli delle restrizioni. Non capisco perché, invece, qui in Italia si continui a ‘stringere’: una situazione che non è nemmeno suffragata dai dati”, spiega la deputata Enrica Segneri.

Naturalmente si levano voci contro queste posizioni che si possono etichettare come espressione dell’anima più movimentista del grillini.L’invito a non correre, a non inseguire la destra e la piazza arriva da Davide Crippa, capogruppo dei grillini alla Camera. “Cerchiamo di mettere in campo misure che agevolino i cittadini, senza ricorrere alla facile via di dire ‘togliamo tutto subito’. E’ evidente che ci vuole un percorso di compensazione e misure adeguate nel tempo”, suggerisce Crippa. “Dire che siamo fuori dall’emergenza non è supportato dai dati. Facciamo le cose con gradualità, teniamo una linea equilibrata e non estremista come altri gruppi politici”, concorda la senatrice Elisa Pirro.

“Ritengo che le misure adottate” per fronteggiare il Covid “siano giuste. So che qualcuno è scontento, ma stiamo parlando di una pandemia: persone morte, in ospedale… Non vorrei che noi fossimo indotti in errore dalla nostra natura. Ci definiamo portavoce, ma dobbiamo ascoltare tutti a 360 gradi: ogni misura scontenta qualcuno. C’è tanta gente che ritiene queste misure sacrosante”, aggiunge la deputata Elisa Scutellà.

“L’allentamento delle misure non può portare alla decadenza immediata di alcune misure, questo va fatto in maniera graduale. Come legislatori abbiamo il dovere di pensare alla collettività, e quindi di garantire anche le persone fragili”, argomenta la deputata Gilda Sportiello. “Non siamo appiattiti su nessuno – prosegue replicando alla collega Terzoni  – se non fosse per il Movimento noi oggi avremmo l’obbligo vaccinale per tutti”.

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Ma altri parlamentari insistono sulla richiesta di cancellare il Green Pass. “Il Green Pass sul lavoro è la misura più odiosa. Sono misure che non stanno né in cielo né in terra, potevano essere giustificate in un periodo emergenziale” ma “se l’emergenza non c’è finiscono le misure emergenziali”, insiste il deputato Gabriele Lorenzoni. E nel mirino tornano Mario Draghi e il governo.  “Il governo Draghi non ha agito con adeguatezza e proporzionalità. Prima si elimina il super green pass, meglio è”, dice infatti il deputato Alberto Zolezzi.

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