Green Pass: ultimo miglio verso il Cdm di domani ma la Lega non lo vuole

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Autocertificazione per chi non ha il Green Pass ed esenzione dall’obbligo per i clienti dei ristoranti e dei bar negli hotel. Sono alcune delle misure “di buon senso” che il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, chiede al governo di adottare “per salvare la stagione turistica”. Un tentativo, da parte della Lega, di arginare la decisione del governo (appoggiata comunque dallo stesso Carroccio in Consiglio dei ministri) di introdurre l’obbligo di presentazione del Green Pass, a partire dal 6 agosto, nei luoghi pubblici. “Cinque punti, come le dita di una mano. Misure improntate al pragmatismo ed alla semplificazione”, sottolinea Garavaglia. Che poi le elenca: “L’esenzione Green Pass per minorenni, l’autocertificazione per clienti bar e ristoranti, l’esenzione per fiere e sagre all’aperto e per servizi interni agli alberghi. Infine, nessun vincolo per i mezzi di trasporto”. Misure che, sostiene il ministro leghista, “alle quali credo sia giusto aggiungere, per il ritorno a scuola, i tamponi (salivari) per i bambini. Come sono stati già adottati in qualche regione”.

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Gli emendamenti della Lega

Ma le iniziative della Lega per contrastare la decisione del governo finiscono subito nel mirino delle altre forze politiche alleate nel sostenere il governo Draghi. “La Lega di Matteo Salvini ha presentato un emendamento soppressivo per cancellare del tutto il Green Pass e altri 434 emendamenti per limitarne l’utilizzo”, fa sapere Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera. Mentre dunque Salvini a parole si dice parte della maggioranza, nei fatti ne ostacola le decisioni. “La sua posizione – attacca Fornaro – oggettivamente mette in difficoltà il governo e soprattutto lancia messaggi contraddittori a un’opinione pubblica già  confusa dal bombardamento mediatico del fronte No vax. Non si può stare un giorno al governo e quello successivo all’opposizione. Salvini decida da che parte stare”.

E intervenendo alla trasmissione Agorà di Rai3 il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, ha agginuto amareggiato: “ll Movimento 5 Stelle aveva presentato 900 emendamenti sulla giustizia, la Lega ne ha presentati altrettanti ora sul Green pass. È evidente che le tematiche sono completamente diverse, è una questione di priorità.Noi abbiamo alzato l’asticella per intervenire contro la mafia, chi invece prova a fare ostruzionismo sulla prevenzione sanitaria intende probabilmente a strizzare l’occhio ai No vax e No pass. Far politica sulla lotta al Covid è una scelta poco saggia”.

M5S: ridurre i disagi per gli esercenti

Se da una parte il Carroccio tenta di ostacolare l’obbligo del Green Pass nei bar, ristoranti e in altri luoghi pubblici a partire dal 6 agosto, i grillini tentano di ridurre i disagi per gli esercenti. “Con un emendamento prevediamo che sia esclusa ogni responsabilità e ogni sanzione amministrativa a carico dei titolari e dei gestori delle attività per cui è previsto l’obbligo di richiedere il Green Pass. Sarebbe assurdo che sugli esercenti ricadesse l’eventuale responsabilità relativa alla verifica dell’identità dei soggetti che esibiscono il Green Pass“, spiega la deputata M5S Maria Soave Alemanno.

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Iv: lasciapassare anche su treni, navi e aerei

Da Italia viva il presidente dei senatori, Davide Faraone, a l’Aria che tira su La7 difende il Green Pass. “È uno strumento di libertà per tutti. Abbiamo creato le condizioni affinché luoghi commerciali e imprese possano lavorare. Il certificato è l’alternativa a nuovi lockdown. Non possiamo permetterci altre chiusure, tra cui quelle delle scuole”. Ma il renziano Raffaele Paita, presidente della commissione Trasporti a Montecitorio, chiede che l’obbligo di esibire il certificato vaccinale sia introdotto anche per i mezzi di trasporto. “È indispensabile – assicura – per ridurre i rischi legati alle concentrazioni di persone su treno, navi o aerei”.

Diverso il punto di vista di Luca Ciriani, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato. “ll Green Pass non può essere un alibi per il governo che nulla ha fatto, come chiede da tempo Fratelli d’Italia, per garantire un tracciamento serio, tamponi rapidi gratuiti ed evitare la vergogna di mezzi pubblici super affollati e le ‘classi pollaio’ non sanificate”. E Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma, su Twitter scrive: “Sarà la dittatura sanitaria che prelude a quella sociale, morale e politica, ma qui a Vienna non ti servono neanche un caffè all’aperto senza Green Pass“.

Le regole

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Il Pd e il Green pass alla Festa dell’Unità

Intanto, il Pd cerca di dare uno stimolo alla campagna di vaccinazione e lo fa invitando i partecipanti alle Feste dell’Unità nelle varie città italiane esibendo il Green Pass. “Vieni alle Feste de l’Unità in sicurezza con il Green Pass!”, si legge nella campagna sui profili social del Pd lombardo. Iniziativa approvata dal segretario Enrico Letta che non ha mancato di sottolineare il suo apprezzamento con un like. “Come sapete, dal 6 agosto scatta l’obbligo di Green Pass per i locali al chiuso e per poter partecipare agli eventi aperti al pubblico”, scrive il Pd. “Anche nelle nostre Feste de l’Unità – aggiunge – che si svolgeranno nel mese di agosto, verrà richiesto il Green Pass a tutti i partecipanti, per garantire la sicurezza sia degli ospiti sia dei nostri volontari. Un gesto di responsabilità che ci permette di garantire la sicurezza di tutti e ci permetterà di uscire prima da questa pandemia grazie ai vaccini”. E anche a Bologna i dem hanno intenzione di adottare una iniziativa simile.

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