Green Storytellers: “In TV raccontiamo il coraggio di chi ha scelto di salvare il Pianeta”

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Hanno cominciato con il teatro civile, per il quale sono stati autori e attori, poi l’attenzione per la società e per i diritti umani li ha portati a impegnarsi per l’ambiente. Marco Cortesi e Mara Moschini, coppia anche nella vita, sono così diventati i “Green Storytellers”, attivisti-autori di “Green Storytellers – Into the Wild” docuserie che racconta un viaggio tra l’Italia e l’Europa, all’interno di parchi, riserve regionali, centri di recupero e Oasi, per scoprire i più importanti progetti WWF per la salvaguardia della Natura. La terza stagione è appena uscita ed è disponibile su Infinity+ e al suo interno c’è un episodio girato nel Santuario dei cetacei, il cui difficile equilibrio trai mammiferi marini e attività commerciali è stato raccontato lo scorso anno anche da Green&Blue.

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Proprio in quell’occasione, nei giorni passati sulla Blue Panda del WWF, si è toccato con mano l’instancabile entusiasmo e la passione profonda con cui Mara e Marco raccontano la natura e documentano i progetti di salvaguardia della biodiversità, cercando di comunicare che “funzionano davvero, che il declino di specie animali e vegetali non è inarrestabile”, come tiene a sottolineare Mara.

Dal teatro civile al racconto di chi salva il Pianeta

I loro primi lavori danno un’idea delle loro motivazioni: “In passato ci siamo prevalentemente occupati di diritti umani, abbiamo raccontato della Guerra nei Balcani, del Genocidio in Rwanda, del Muro di Berlino. – dicono – Lo abbiamo fatto raccogliendo personalmente le storie di chi quelle vicende le aveva vissute in prima persona con coraggio e determinazione, convinti che condividere il vissuto di questi testimoni avesse il potere di renderci più consapevoli e soprattutto capaci di cambiare questo mondo in un posto migliore”.
 

Come per molti altri artisti e scrittori il Covid è stato un momento di riflessione, in cui ripensare il lavoro. “La pandemia ha sospeso e annullato ogni prospettiva di spettacolo dal vivo – raccontano – Di fronte a un’agenda diventata da un giorno all’altro un enorme foglio bianco, ci siamo posti la stessa domanda che in tante occasioni ci ha accompagnato: che cosa possiamo fare nel nostro piccolo?. Era chiaro che quanto stava accadendo era sintomo di un Pianeta il cui delicato equilibrio si era spezzato. Abbiamo deciso allora di fare ciò che ci riesce meglio: raccontare storie. Questa volta sarebbero state le storie di chi stava cercando di ripristinare tale equilibrio perduto: chi difendeva mari e oceani, chi riciclava vecchi indumenti per crearne di nuovi, chi proponeva viaggi sostenibili in compagnia di asini, chi ripuliva intere spiagge dai rifiuti plastici”.

La prima serie tv green voluta dalla gente

Come spesso accade, anche le ottime idee hanno bisogno di un pizzico di fortuna. “Il destino non poteva mancare di metterci lo zampino: proprio in quell’occasione venivamo a conoscenza di Infinity Lab, il progetto di innovazione digitale e creativa di Infinity+ di Mediaset, che proprio in quel periodo si proponeva di coprodurre progetti creativi dedicati al tema della sostenibilità.  – spiegano i Green Storytellers – Questo è un altro aspetto decisamente unico di Green Storytellers: la sua realizzazione nasce infatti dal supporto di centinaia di persone attraverso una Campagna di Crowdfunding di inaspettato successo e dal supporto di Infinity Lab. Questo ha fatto di Green Storytellers la prima vera Serie Tv Green nata dal basso e voluta dalla gente“.

È nata così Green Storytellers – Into the Wild, che nella terza stagione incontra persone e istituzioni che si occupano di salvare animali in via di estinzione, di salvaguardare tartarughe marine e cetacei, di recuperare e curare animali feriti o difendere foreste ed ecosistemi naturali di straordinaria bellezza. “Abbiamo incontrato enormi balene, camminato al fianco di colossali bisonti, ululato in compagnia di lupi solitari, ci siamo immersi  tra spettacolari squali e siamo andati in cerca di uno dei felini più rari del mondo – anticipano – le nostre esperienze sono diventate racconti filmati”. 

Mara Moschini

Impegnarsi per la Natura dà i suoi frutti

Dietro a ogni puntata e immagine c’è uno sguardo che non è mai distaccato, ma profondamente empatico e schierato: “Crediamo fermamente che prendersi cura di questo meraviglioso Pianeta sia non solo necessario, ma ci permetta anche di riscoprirci incredibilmente felici nel farlo. In mezzo a tanti dati che ci sottolineano la grave situazione nella quale versa l’Ambiente, sottolineano i Green Storytellers – ci sono però storie di successo semplicemente entusiasmanti. Sono proprio queste storie il fulcro principale della nostra narrazione”.
 

Ci tengono a fare degli esempi: “In Romania, nel 2014, dopo 200 anni dalla sua assoluta scomparsa sul territorio, si è tentata la reintroduzione del bisonte europeo. Oggi abbiamo potuto filmare alcuni dei 200 bisonti che popolano le meravigliose foreste del Paese. Nei soli Carpazi Sud Occidentali durante l’ultimo anno sono state stimate 20 nuove nascite”.
 

Altra storia citata come emblematica da Mara e Marco è quella della Spagna, dove agli inizi degli anni 2000 restavano in tutto il Paese meno di 100 esemplari di lince Iberica (specie presente solo in Spagna e Portogallo e in nessun altro luogo al mondo). “Dopo vari tentativi ed errori, oggi 1300 linci vivono libere fra Spagna e Portogallo, di queste circa 280 sono femmine in età riproduttiva”, riferiscono gli attivisti-autori..

Queste ed altre storie di successo sono possibili grazie ad uno sforzo collettivo fra grandi organizzazioni come Il WWF, Comunità Europea, amministrazioni e comunità locali – ribadisce Marco Cortesi  – I progetti hanno reso possibile salvare specie a rischio di estinzione e soprattutto si è dimostrato che insieme con forza e volontà è possibile proteggere il Pianeta. La cosa sorprendente è poi osservare la ricaduta positiva sul territorio: parallelamente a questi successi fioriscono nuove attività, nuove occasioni di benessere anche economico per la gente del posto. Salvare la Natura ci rende più felici e più ricchi!”.

Marco Cortesi

La tenacia di non arrendersi

“Con le nostre telecamere e attraverso il nostro racconto abbiamo voluto celebrare queste meravigliose storie di successo capaci di metterci addosso la gioia ed il coraggio di non arrenderci – continua Mara Moschini – come in Romania. Da una settimana eravamo alla ricerca del bisonte europeo nelle meravigliose foreste della Transilvania accompagnati da ranger WWF e dai responsabili del progetto di reintroduzione. Avevamo seguito le sue tracce come veri segugi: l’odore inconfondibile di selvatico, le cortecce degli alberi mangiucchiate, le impronte fresche sul terreno umido… ma riuscire a intravedere il gigantesco Bisonte Europeo sembrava impossible”.
 

“Il giorno prima di rientrare in Italia abbiamo tentato per l’ultima volta: con chili di attrezzatura sulle spalle ci siamo letteralmente arrampicati lungo il fianco della montagna per raggiungere una delle zone più selvagge della foresta, ma ancora una volta il Bisonte Europeo sembrava introvabile. Ormai sconfortati siamo tornati alla jeep per tornare a casa. Dopo alcuni minuti di guida su una strada sterrata il ranger ha inchiodato di colpo: alzati gli occhi  un bisonte, enorme, maestoso, bellissimo era lì in mezzo alla strada di fronte a noi. La nostra tenacia era stata premiata con una fortuna quasi sfacciata. Siamo rimasti in compagnia di quell’enorme, splendido animale per oltre mezz’ora, collezionando immagini incredibili mentre lui pacifico brucava erba e fiori di campo in un piccolo spiazzo nel mezzo della foresta”.

Questi tre anni passati a conoscere più da vicino il mondo della  sostenibilità hanno consolidato in noi la nostra consapevolezza del valore inestimabile della Natura. – affermano – Non ci siamo mai sentiti così vivi e grati come di fronte ad un branco di delfini che nuota al nostro fianco, come immersi nel silenzio di una foresta vergine in attesa che qualcosa si muova, come nella notte intenti ad ascoltare l’ululato di giovani lupacchiotti, come di fronte ad una lince che alza lo sguardo e pacifica ti guarda negli occhi. Questo tesoro non ha valore ed è in nome di questa ricchezza che continueremo a documentare il coraggio di chi ha scelto di salvare il Pianeta”.
 

GUARDA Il trailer di “Fango”

Il racconto dell’alluvione in Emilia Romagna

In un momento in cui il cambio climatico si sta manifestando con eventi meteo estremi sempre più frequenti Marco Cortesi e Mara Moschini vogliono documentare anche i disastri che ne seguono. “Siamo entrambi di Forlì, una delle città dell’Emilia Romagna fortemente colpite dall’alluvione del 16 maggio scorso: 15 vittime, oltre 50.000 sfollati e danni valutati in oltre 7 miliardi di euro – dicono – La nostra abitazione è rimasta illesa, ma di fronte ad uno scenario che in molti hanno definito apocalittico, di fronte al dolore di migliaia di persone, di fronte ad un territorio devastato, non potevamo rimanere con le mani in mano. Abbiamo iniziato un’opera di raccolta di testimonianze (semplicemente straordinarie): storie di chi ha salvato, soccorso, quando sai che non si scherza, che chi urla in piedi su di un tetto ha le ore contate, che la forza di un fiume è capace di travolgere ogni cosa, che chi dorme in una palestra senza più nulla se non la coperta che stringe sul petto ha bisogno di una parola di conforto più di qualsiasi altra cosa”.
 

“Questo nuovo progetto intitolato Fango nasce per raccontare le vicende più indimenticabili e travolgenti, più drammatiche e sorprendenti di chi non si è arreso, di chi ha lottato, di chi ha ricostruito. Il fine è quello di fare memoria ed allo stesso tempo continuare ad aiutare concretamente le vittime dell’alluvione. Si tratterà di un podcast, di uno spettacolo teatrale e di un progetto video, che condurrà lo spettatore in un’inchiesta sulle cause che hanno portato ad un evento tanto violento, sull’urgente lezione che il presente vuole lasciarci e rispondere così alla domanda più impellente di tutte: e se succedesse di nuovo?”.

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