Greta contro la Norvegia. Lo scontro sul petrolio infiamma i social

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Erna Solberg è la premier norvegese. È in carica dal 2013, e corre per il terzo mandato in un paese che ne stima e ne apprezza le capacità. La Norvegia ha un fondo pensioni estremamente selettivo negli investimenti in attività sostenibili e spinge forte per l’elettrificazione dei trasporti, anche nel settore privato. Greta Thunberg è svedese, è l’icona dei movimenti ambientalisti mondiali ed è arrivata alla notorietà affrontando i potenti della terra in un memorabile intervento all’Onu, nel quale ha rinfacciato lo scempio da loro commesso ai danni del pianeta e delle giovani generazioni con politiche che hanno dimenticato il giusto equilibrio tra sviluppo e conservazione della natura.

Il personaggio

Greta Thunberg: “La casa è in fiamme, ma ci aiuta la tecnologia”

Solberg e Thunberg alleate nella lotta all’emergenza climatica, si pensa quindi. Invece il solido asse tra rappresentanti dei paesi nordici oggi scricchiola. Perchè Erna Solberg, in un’intervista al Financial Times, ha annunciato che il suo paese continuerà ad estrarre gas e petrolio, non adeguandosi a quanto chiesto dall’Agenzia internazionale dell’ambiente (fermare nuove esplorazioni) e che non accetterà accelerazioni nel naturale processo di sostituzione delle fonti di energia. Greta Thunberg non l’ha presa bene, e l’ha accusata di essere incoerente: c’è un gap – ha detto su Twitter – tra azioni e parole.

Lo scontro, amplificato dalle reazioni del mondo social, fa discutere. Chi ha ragione? L’economia della Norvegia è basata su gas e petrolio, senza questi elementi oggi il paese non ha modo di sopravvivere. Il Pianeta intanto soffre e l’emergenza climatica è sempre più evidente.

Il caso

La Norvegia non abbandona il petrolio, l’ira degli ambientalisti

C’è un punto di equilibrio? I sostenitori della Solberg spiegano che senza risorse economiche è impossibile investire nella ricerca su fonti rinnovabili, come l’idrogeno. I sostenitori della Thunberg ribattono che in realtà i profitti sempre garantiti dal petrolio vincono sull’ambiente. Lo scontro scandinavo è comunque istruttivo per tutti, ed è solo un antipasto di quello che potrà accadere al prossimo vertice del G20 di Napoli sul clima, e alla Cop26 di Glasgow in autunno. Sui tempi del Green Deal europeo e mondiale siamo appena all’inizio.

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