Guerra in Ucraina, Liliana Segre: “Mai avremmo immaginato questo disastro in Europa”

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“In giornate come queste ultime tv e giornali ci riportano a qualcosa che non avremmo mai neanche immaginato lontanamente in Europa, non avremmo immaginato di sentire così vicino a noi il rombo dei cannoni, case distrutte, le persone che piangono e muoiono”. Lo ha detto la senatrice a vita, Liliana Segre, nel corso del convegno ‘Mai più genocidi, il comandamento morale di Giusti’, promosso dall’associazione Gariwo a Milano in occasione della Giornata dei Giusti. “Io ho pensato ai quattro cavalieri dell’Apocalisse, perché cosa ci manca ancora? La pandemia l’abbiamo avuta, la guerra, l’odio, la morte, la fame”, ha concluso.

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Segre ha sempre denunciato l’indifferenza di tutti coloro che, il 30 gennaio del 1944, quando venne deportata ad Auschwitz partendo dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano – oggi diventato il Memoriale della Shoah – si voltarono dall’altra parte. “Aiutare allora era un atto di eroismo e io non l’ho capito subito, ma la mia lunga vita ha fatto sì che non li abbia mai dimenticati e sono grata che siano ricordati nel Giardino dei Giusti”, ha detto la senatrice a vita, sopravvissuta ai campi di sterminio. “Purtroppo sono tra i pochi al mondo che dei Giusti ricordo le voci, i visi, l’atteggiamento tranquillo, nella paura che si veniva fucilati se si nascondeva o aiutava un ebreo – ha aggiunto -. Anche una ragazzina come ero io allora era incredula di quello che stava succedendo e impreparata alla tragedia. Ma ci sono stati coloro che hanno fatto la scelta, che non furono indifferenti, che non si possono mai dimenticare, erano persone che se non fossi io qui a ricordare sarebbero sparite come tanti altri, uguali a quelli che si voltarono dall’altra parte. Invece è giusto che ci sia un giardino fiorito nel mondo per non dimenticarli”.

“Io ho avuto una grave colpa: che non ho valutato, nel momento in cui venivo aiutata dai Giusti, quanto loro rischiassero – ha concluso – . Ero abituata a vivere tra i Giusti era quasi normale per me che amici o persone vicine si comportassero così, quindi non ho fatto il mio dovere fino in fondo e mostrato la gratitudine che negli anni ho compreso”.

Al convegno, organizzato a Palazzo Marino, ha partecipato anche l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini. “Non credo che le armi siano oggi
la soluzione a questa crisi. In Ucraina c’è un aggressore e un aggredito e a fianco dell’aggredito c’è una intera comunità internazionale”, ha detto la parlamentare del Pd e presidente del Comitato permanete della Camera dei Deputati sui diritti umani nel mondo. “Martedi alla Camera abbiamo votato una risoluzione di condanna della guerra scatenata da Putin, una guerra inaccettabile. Io ho votato a favore ma c’è chi ha chiesto il voto per parti separate e dunque di fronte al voto sul trasferimento di armi mi sono sentita in difficoltà – ha aggiunto Boldrini – e non ho votato a favore di questo punto, perché sono simpatizzante di Putin? No, ho sempre criticato e attaccato la sua politica di repressione verso le minoranze e chi verso chi manifestasse dissenso. Cerchiamo di dimostrare che l’unico modo per mettere in sicurezza il mondo è garantire diritti umani in qualsiasi angolo del pianeta”.
 

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