Guido Russo, il dentista No Vax che ha usato il trucco del braccio al silicone ha riaperto lo studio

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Guido Russo, il dentista che aveva cercato di evitare il vaccino presentandosi all’appuntamento per l’iniezione con un braccio di silicone, ha riaperto lo studio dentistico di viale Roma, a Biella. Lo ha fatto perché l’Ordine dei medici della provincia di Biella ha revocato la sospensione disposta nei suoi confronti. Questo non vuol dire che l’Ordine non stia comunque valutando un procedimento disciplinare nei confronti del dottor Russo, ma la sospensione era dettata esclusivamente dal fatto che il medico si fosse rifiutato di sottoporsi al vaccino, obbligatorio per la sua categoria professionale e non aveva, dunque, nulla a che vedere con il tentativo di truffa messo in atto all’hub vaccinale di via Carso a inizio dicembre. 

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Russo si è sottoposto al vaccino, come aveva annunciato pochi giorni dopo quell’episodio che lo ha fatto finire sui giornali di tutto il mondo. “Sono stato costretto perché altrimenti non posso lavorare, mi avevano sospeso – aveva raccontato in un’intervista a Repubblica – Sono l’unico che lavora in famiglia, non potevo permettermelo, me lo ha detto anche mia moglie. Però la mia non è stata un’azione volontaria, era questo che volevo spiegare con il mio gesto».

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Con il vaccino decade la violazione  dell’obbligo imposto dal decreto legge di agosto e quindi anche la sospensione applicata dall’ordine provinciale dei medici a cui Russo è iscritto. “Lo studio è regolarmente aperto, ha bisogno di un appuntamento?” risponde al telefono la segretaria a chi, questa mattina, chiamava per avere informazioni. 

Russo in tv a “L’Arena” dove ha confessato di essersi vaccinato 

Due partite ancora aperte

La questione disciplinare però non è chiusa: dopo l’episodio di dicembre l’ordine biellese aveva espresso una posizione molto dura nei confronti del medico accusandolo, con il suo gesto, di aver «offeso l’intera professione» annunciando la richiesta di un procedimento nei suoi confronti.  E non è chiusa nemmeno la vicenda giudiziaria  che vede il dentista accusato di tentata truffa ai danni dello Stato. Russo si era presentato all’hub vaccinale con un busto in silicone che gli ricopriva completamente le braccia e aveva cercato di farsi iniettare il vaccino anti-covid nel braccio finto. Diversi giorni dopo, assistito dal suo legale Max Veronese, aveva poi raccontato di averlo fatto come provocazione contro l’obbligo vaccinale: «C’è un’alternativa e sono i tamponi», aveva detto il medico.

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