Ha ucciso i figli per punirmi. Lo avevo denunciato ma nessuno mi ha creduto

“Ha ucciso i figli per punirmi. Lo avevo denunciato ma nessuno mi ha creduto”

La Republica News
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Padova – «Lui ha voluto punirmi così, portandomi via ciò che di più caro avevo al mondo, i miei figli». Roberta Calzarotto condannata a vivere sospesa per sempre tra dolore e rimorsi, un groviglio di tormenti, i “se” e i “ma” sul passato, la sua vita prima di domenica, il giorno in cui i due figli sono stati uccisi nella casa dell’ex marito, poi suicida all’apice di un terrificante atto di lucida follia. Francesca, 15 anni, e Pietro 13, sono stati accoltellati da papà Alessandro Pontin, 49 anni, ex parquettista con la passione per le discipline olistiche.
La scena del delitto è un corridoio lungo quattro metri, con le scie di sangue che disegnano traiettorie di trascinamento, di lotta, di accanimento. Le tracce ematiche, facendo il percorso a ritroso, conducono alla cameretta dove dormivano Francesca e Pietro. È cominciato tutto lì, probabilmente all’alba, quando il loro papà si è svegliato. Ogni scia di sangue suggerisce una sequenza di quella feroce aggressione. Ai suoi ragazzi ha assestato i primi colpi alla gola, non è riuscito a finirli. I ragazzi sono riusciti a trascinarsi terrorizzati e increduli fuori dalla camera, già feriti, un tentativo di corsa disperata verso la porta d’ingresso per scappare, chiedere aiuto, salvarsi da quei colpi mortali. La loro fuga si è fermata lì, contro una porta chiusa a chiave, a due passi dal tinello. Il padre li ha raggiunti e colpiti ancora fino ad ucciderli. Poi ha puntato la lama contro se stesso e si è tolto la vita.
La mattanza dopo una giornata esemplare trascorsa insieme, con la passeggiata il pomeriggio, la cena a tre e il progetto di pranzare insieme alla nonna il giorno successivo. Ora la madre vive un terribile incubo dal quale però non potrà mai sveglairsi. E dice che questa per lei era una tragedia annunciata.
Che persona era il suo ex marito?«Con me è sempre stato aggressivo, con gli altri invece no. Io ho provato a ribellarmi, ecco come è finita».
Dunque lei sostiene che fosse un violento?«È stato violento fin dall’inizio, subito dopo il matrimonio. Per questo mi sono separata. Si può convivere con un uomo violento che ti incute timore? Io non ce l’ho fatta».
Ha mai chiesto aiuto?«Certo che l’ho fatto ma gli atteggiamenti che io ritenevo aggressivi non bastavano alle forze dell’ordine. Evidentemente noi donne dobbiamo avere il volto insanguinato per essere credute».
È un’accusa grave la sua.

«Accusa grave? Come si possono uccidere due figli in quel modo? Ciò che mi fa più male è che io lo so che lui voleva colpire me. Non erano loro l’obiettivo, ero io».
Che padre era Alessandro?«Con loro non è mai stato violento ma non gli è mai importato di loro. Li usava per farsi invitare a cena a casa dei nostri amici. Quell’uomo viveva anche di questi espedienti».
Secondo lei per quale motivo li ha uccisi?«Nutriva una rabbia profonda perché io mi sono rifatta una vita giusta, con un nuovo compagno. I ragazzi stavano benissimo qua con noi mentre, invece, non erano sempre contenti di andare lì da lui. La vita scorreva bene qui, molto meglio di prima».
E gli alimenti? Qual è il conflitto di cui si parla tanto?«Dopo la separazione non mi ha dato quasi nulla: cento euro di qua, cento di là. Mai un bonifico fisso, mai un’entrata su cui potessi contare, al di là del mio stipendio da infermiera».
Come mai non le dava i soldi?«Diceva che non ne aveva e poi ho scoperto che è andato in viaggio in Australia, in Spagna, in Portogallo. Era discontinuo, non rispettava gli obblighi inseriti nella sentenza. Vedeva i figli due giorni e poi saltava tre settimane, un altro giorno e poi spariva. A un certo punto è tornato dicendo che voleva vederli in maniera stabile. E così abbiamo fatto. Ma soldi ancora niente».
Lei l’ha denunciato?«Sì, il giudice ha stabilito che mi avrebbe dovuto dare 200 euro mensili. Credo sia il minimo che si può chiedere, non esiste cifra minore per provvedere al mantenimento di due figli. E io a tirare su quei due ragazzi da sola, senza aiuti».
Ma i soldi glieli dava o no?«No, ha saldato il conto solo qualche mese fa, grazie al procedimento penale aperto con la mia denuncia. Per racimolare i soldi ha fatto il giro di amici e parenti, dicendo a tutti che l’avevo denunciato e che lo volevo rovinare».
Dopo il pagamento della somma dovuta si è chiusa anche la vicenda giudiziaria?«Il giudice ha voluto chiuderla. Tutto archiviato».
Ha mai conosciuto la nuova fidanzata di Alessandro?«Certo, ricordo ancora la telefonata. Mi ha detto che è un padre perfetto e che io sono una brutta persona. Diceva che con la querela lo volevo soltanto incastrare».
Quando ha visto i suoi figli per l’ultima volta?«Sabato pomeriggio, quando li ho accompagnati a casa del padre, l’assassino che nessuno ha fermato e che me li ha portati via per sempre». 



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