Hubbard, la prima transgender alle Olimpiadi eliminata ma felice: “Grazie Cio, lo sport è inclusione”

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TOKYO – Laurel Hubbard, la sollevatrice di pesi transgender di 43 anni, è stata subito eliminata: non è riuscita a completare nemmeno uno dei suoi primi tre esercizi nella categoria +87. Ma questo conta poco rispetto al messaggio di Laurel, prima transgender nella storia a partecipare a una Olimpiade. Alla fine il suo vero premio sono state le dichiarazioni di Richard Budgett, capo dello staff medico del Cio: “È una donna e competerà secondo le regole della sua federazione. Noi dobbiamo rendere onore al suo coraggio e alla sua tenacia che l’hanno portata a qualificarsi per i Giochi olimpici”.

Troppa emozione, tre nulli

La neozelandese è stata eliminata in meno di mezz’ora, non riuscendo a concludere la prova di strappo con un’alzata valida: tre nulli alla fine. Sicuramente è stata tradita dall’emozione ed è crollata nel tentativo di rispondere alla dichiarazione dell’americana Robles (120 kg) e per restare in scia alla cinese Li Wenwen, partita addirittura da 130 kg e poi autrice, a quota 140 kg, del nuovo primato olimpico. Al suo ingresso in pedana, molti dei presenti, tecnici e non, hanno applaudito, ma alcune delle rivali non hanno nascosto la loro contrarietà alla partecipazione. “Rispetto lei – ha dichiarato la belga Anna Vanbellinghen – ma ribadisco la mia posizione: è un brutto scherzo”.

“Grazie al Giappone e al Cio”

A fine gara, prima di uscire dalla sala, Laurel si è congedata mettendo la mano destra sul cuore in segno di saluto ai presenti. Quindi, dopo giorni di silenzio, ha finalmente parlato: “Vorrei solo ringraziare il popolo giapponese per aver ospitato le Olimpiadi in circostanze così straordinarie – ha detto Hubbard -. Penso che tutti conoscano i sacrifici che sono stati fatti e la situazione attuale in Giappone, quindi quanto è stato fatto è straordinario ed è encomiabile”. “Non sono ignara delle polemiche che circondano la mia partecipazione a questi Giochi. E per questo motivo vorrei ringraziare il Cio per aver affermato il suo impegno per i principi olimpici e per aver stabilito che lo sport è per tutte le persone, inclusivo e accessibile”, ha aggiunto Laurel Hubbard.

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