I bambini e la picchiata del missile russo  

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Il volto di una guerra che da diciotto mesi non concede tregua: la morte può piovere in qualsiasi momento, anche nelle zone che sembrano più sicure. I bambini ripresi nel video giovedì stavano giocando con la mamma nel parco alla periferia di Zaporizhzhia, città saldamente in mani ucraine mentre l’omonima centrale nucleare occupata dai russi si trova 120 chilometri più a sud sull’altra sponda del fiume Dnipro. Un primo missile si è abbattuto contro l’hotel Reikartz, che comincia a bruciare in fondo alla scalinata. I bambini osservano il rogo, poi si voltano terrorizzati verso il cielo e si schiacciano al suolo: un secondo ordigno sta arrivando a tutta velocità. In pochi secondi il cruise Iskander centra l’albergo, con un’esplosione devastante. Il Reikartz era frequentato da giornalisti, personale dell’Onu e delle Ong ma anche – secondo l’accusa russa – dai contractor occidentali che combattono con le truppe ucraine. 

Di Gianluca Di Feo

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