I Faraglioni Capri danneggiati dai cercatori di ‘datteri’, 19 misure cautelari

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Giù le mani dai Faraglioni di Capri, icona dell’isola nel mondo, simbolo millenario di bellezza paesaggistica. Minacciati e danneggiati dalla pesca abusiva: per prelevare dalle rocce i “datteri di mare”, molluschi che vengono estratti picconando, i celebri scogli rischiavano danni consistenti.

E’ quanto stabilito un’indagine della Procura di Napoli, durata circa tre anni, che ha fatto luce sull’esistenza di due organizzazioni che controllavano la raccolta abusiva dei datteri di mare, attività che ha causato una condizione di devastazione ambientale.

Le indagini sono culminate oggi nell’esecuzione di un’ordinanza, firmata dal gip di Napoli Egle Pilla, nei confronti di 19 persone, 6 delle quali destinatarie della misura cautelare della custodia in carcere, 6 degli arresti domiciliari, 4 destinatari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e 3 del divieto di dimora nella città di Napoli. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata a delitti ambientali, disastro ambientale, danneggiamento e ricettazione.

Le indagini hanno ricostruito gli effetti della raccolta indiscriminata di datteri di mare che va avanti addirittura da alcuni decenni nel golfo di Napoli e, in particolare, nell’area del Molosiglio a Napoli e in quella dei Faraglioni di Capri. Nel secondo caso, in particolare, è stato verificato dal team di esperti del quale si è avvalso la Procura, che l’estensione del danno è pari al 48% della parete interessata. Un danno ambientale consistente, insomma.

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