I femminicidi. Il rispetto. Il sesso

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È sempre 25 novembre. E lo diciamo detestando la retorica. È così perché le donne vengono uccise ogni giorno. Tra due sarà la giornata internazionale contro la violenza femminile. Ecco, sapete qual è il dato? Nel 2021 i femminicidi sono stati, per ora, 103. Lo certifica l’ultimo report della Direzione centrale della Polizia criminale. Il numero cresce rispetto all’anno passato (quando si contavano 100 morte) e anche a quelli prima, dal 2018 le vittime erano in diminuzione. Quattro volte su dieci, se parliamo di delitti, ad essere uccise sono le donne. Delle 103 che pesano sulla nostra società e sulla nostra coscienza, per quello che gli uomini non accettano (la nostra libertà e le nostre capacità), per quello che come madri ai nostri figli non abbiamo saputo insegnare – il rispetto, l’autodeterminazione, il rifiuto dell’umiliazione e del sopruso, l’indisponibilità a pensarci solo come corpo, modellato proprio come lo vuole lui, facilmente accessibile perché non ci riconosciamo altra qualità o ambizione… e invece donne, sveglia, c’è qualcosa che possiamo fare giorno per giorno visto che si ripete alla noia che è un fattore culturale, basta con questo nostro svilimento anche per immagini, tra pubblicità e social sembra che esistiamo solo grazie a labbra, seni e sederi, ognuna invece può fare la sua parte concedendo molto di più, il senso, l’intelligenza, il proprio corpo solo quando non è a prescindere, altrimenti non si è. Sarà così più difficile venir considerate oggetti da possedere. E anche l’educazione sessuale dei ragazzi, forse si può fare in modo che non passi solo per video porno, magari così imparano che un rapporto deve essere consenziente e magari non necessariamente di gruppo, tanti contro una, potrebbe addirittura esserci qualcosa da darsi reciprocamente nel sesso, non solo violenza e prostrazione, uso dell’altro. Dunque, dicevamo, rispetto alle 103 vite che sono venute a mancare, 87 donne sono state assassinate in famiglia, 60 per mano del partner o dell’ex, che vuol dire + due per cento rispetto allo scorso anno. Dobbiamo concentrarci sul prima, la formazione, l’educazione, altrimenti continueremo a piegarci nel mentre e a piangere, dopo.

In questo quadro, è successo che: il premier Mario Draghi ha detto: “La tutela delle donne è una priorità assoluta per il Governo, che intende affrontare l’odioso problema della violenza di genere in tutti i suoi aspetti, dalla prevenzione al sostegno alle vittime”. Vengono stanziate nuove risorse per aiutare le donne, per accompagnarle nel percorso di uscita dalla violenza, per favorirne l’indipendenza economica, per rafforzare l’assistenza a loro e ai minori”. Repubblica anticipa numeri che sono agghiaccianti. Ogni giorno la violenza nelle sue varie forme si esercita su 89 donne, si tratta di abusi psichici, fisici e sessuali. Fabio Roia, presidente vicario del tribunale di Milano, e componente proprio dell’Osservatorio sulla violenza contro le donne, è preoccupato. “Dalla nostra analisi – dice – viene fuori un notevole aumento dei casi nella fascia d’età tra i 18 e i 35 anni, con vittime donne ovviamente di età simile o ancora più giovani. E questo è un dato molto rilevante. Il rispetto si insegni a scuola”, aggiunge. E in ogni altro luogo possibile, diciamo noi.

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