I fondi della Lega, il racconto del prestanome: così 400 mila euro finirono in Svizzera

La Republica News

Ha raccontato di un conto in Svizzera collegato alla fiduciaria milanese Fidirev su cui sono finiti i 400 mila euro, parte della compravendita ritenuta ‘gonfiata’ dell’immobile a Cormano, in provincia di Milano, da parte di Lombardia Film Commission e su cui operava di fatto Michele Scillieri, il presunto prestanome Luca Sostegni, interrogato dal gip lo scorso 18 luglio dopo che era stato fermato nell’ambito dell’inchiesta milanese sui Fondi della Lega. Il verbale di Sostegni è tra gli atti dell’indagine depositati che giovedì scorso ha portato ai domiciliari Scillieri, Andrea Manzoni a Alberto di Rubba, i tre commercialisti legati al Carroccio e l’ultimo pure ex presidente di Lfc e direttore amministrativo al Senato, e una quarta persona.”Allora questa Fidirev è una società che mi è stata sottoposta … cioè Scillieri mi ha presentato, che dovevamo fare questo conto in Svizzera della Fidirev, che è una fiduciaria dove questi 400 mila euro sarebbero ritornati versati in questa Fidirev, dove Scillieri aveva la mia firma per operare sul conto, e poi da lì io non so dove sono andati a finire i soldi”. Il presunto prestanome ha spiegato al giudice che Scillieri avrebbe versato “50.000 euro a settimana” sul suo conto personale e io li giravo su questo conto della Fidirev, ma è tutto”. Sostegni ha parlato anche di un’altra “vicenda”, che emerge pure in altri atti dell’inchiesta. “Riguarda Di Rubba e Manzoni – ha chiarito – e ha per oggetto il noleggio auto. I fatti non sono di mia diretta conoscenza ma mi sono stati raccontati da Scillieri”. La “società di noleggio auto di Di Rubba e Manzoni – ha aggiunto – ha noleggiato auto alla Lega per un fatturato pari a circa un milione e 200mila euro, la cifra è sproporzionata e anche in questo caso Scillieri dubitava che tale ingente somma di denaro fosse realmente in contropartita del noleggio di autovetture, e dubitava anche che fosse rimasta nella totale disponibilità dei due commercialisti”.Sostegni ha messo a verbale anche che “parte delle somme pagate a Barachetti”, imprenditore vicino alla Lega accusato di peculato, “per i lavori di ristrutturazione” del capannone di Cormano (Milano) “venivano retrocesse a Manzoni e Di Rubba”.E ancora: “Quando Scillieri parla dei ‘cassetti mentalì e quando dice ‘se parlo io viene fuori il finimondò si riferiva anche a questa doppia retrocessione, cioè i soldi che da Barachetti finivano a favore di Di Rubba e Manzoni. Scillieri – ha proseguito – sa sicuramente molte cose, e se parlando di cassetti mentali ha fatto cenno anche ai famosi 49 milioni dei rimborsi elettorali, io non escludo che possa saperne qualcosa”.L’ex assessora Cappellini: “Di Rubba uomo di fiducia di Salvini””Il nome di Di Rubba circolava come quello che doveva mettere a posto i conti della Lega, e non solo di Film Commission. Se ne parlava come uomo della svolta, per competenza e serietà. Era uomo di stretta fiducia di Salvini, faceva parte del suo entourage e gli incarichi che poi ha ricevuto all’interno del partito costituivano dimostrazione di queste voci”. Lo ha messo a verbale, davanti ai pm di Milano, l’ex assessora lombarda alla Cultura Cristina Cappellini, parlando di Alberto Di Rubba, uno dei tre commercialisti di fiducia del Carroccio arrestati giovedì scorso. “L’indicazione della candidatura di Di Rubba – ha aggiunto – come persona giusta al posto giusto (alla presidenza di Lombardia Film Commission, ndr) è derivata da Centemero”, tesoriere e deputato della Lega.repApprofondimento


Go to Source

Commenti l'articolo

Rispondi