I giovani italiani tra i più preoccupati per il clima

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Più di altri, i giovani adolescenti italiani e i neo maggiorenni sono preoccupati per la crisi climatica, una “emergenza globale” che in futuro sconvolgerà le loro vite e per la quale chiedono una “azione immediata” di contrasto. In vista della Cop26 di Glasgow, Conferenza sul clima delle Nazioni Unite decisiva per intraprendere i passaggi necessari a mitigare il riscaldamento globale, l’Onu insieme all’università di Oxford ha pubblicato i dati di un sondaggio che ha coinvolto quasi 700mila giovani che vivono nelle nazioni del G20. Dalle interviste è emerso che, insieme a quelli del Regno Unito, le ragazze e i ragazzi italiani hanno mostrato la più alta percentuale di preoccupazione e necessità di azione per le questioni climatiche, ben l’86%.

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Il nuovo sondaggio ha visto un totale di 689mila intervistati, di cui 302mila under 18, in una serie di interviste durate quasi un anno di lavoro (da settembre 2020 a giugno 2021). Dal report è emerso che l’Italia conta tra i più alti livelli di attenzione sull’emergenza climatica (anche fra gli adulti, circa l’80%) ma sono soprattutto i giovanissimi a chiedere maggiori azioni e sostenere l’obbligo di una battaglia climatica (circa l’86%). Fra le maggiori azioni necessarie indicate dagli italiani per una politica climatica che possa andare incontro alle esigenze del Pianeta c’è la promozione delle energie rinnovabili (68%), un’agricoltura rispettosa del clima, della conservazione delle foreste e dei suoli e della biodiversità (66%).

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Bassa invece la percentuale (33%) di italiani che chiedono maggiore attenzione per conoscere provenienza e composizione dei prodotti che consumano e dell’impatto che possono avere sulla Terra. Circa la metà degli intervistati in Italia, chiede inoltre più impegno contro l’uso dei combustibili fossili, mentre il 40% indica la necessità di sprecare meno energia nelle abitazioni e nelle aziende. Il 45% dei giovani dello Stivale supporta inoltre l’idea di sviluppare più sistemi che avvantaggino i veicoli elettrici e le biciclette (per gli adulti invece il 39%).

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Secondo l’Onu, buona parte dell’importanza di questo sondaggio va focalizzata sul fatto che i giovani intervistati saranno i rappresentanti della società del futuro, quella che dovrà affrontare le sfide più dure della crisi climatica, vista la difficoltà di abbassare le emissioni climalteranti in un Pianeta che si avvia a raggiungere ben oltre i +1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali indicati negli accordi di Parigi.
 

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A livello globale, se i giovani di Regno Unito e Italia si sono dimostrati tra i più preoccupati per la questione climatica, in generale gli adolescenti hanno mostrato maggiore attenzione al tema rispetto agli adulti (di cui bassissime le percentuali di Paesi come Australia, India o Usa). Secondo Achim Steiner dell’Undp (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) “questo sondaggio mostra che, in media, il 70% dei giovani nei Paesi del G20 crede che ci troviamo davanti a una emergenza climatica globale e dato che stanno per ereditare questa emergenza, i giovani stanno inviando un messaggio forte e chiaro ai leader globali: vogliono l’azione per il clima ora, subito. Il mondo sta guardando, sperando che i Paesi si uniscano alla Cop26 di Glasgow per prendere decisioni audaci e storiche che cambieranno letteralmente il futuro”.

Un desiderio che accomuna i ragazzi di tutto il Pianeta ma che, secondo quanto raccontato di recente da Greta Thunberg, potrebbe non essere esaudito duranti i negoziati della Cop26: per la paladina dell’ambiente svedese infatti troppi paesi continuano con parole e false promesse, ma non passano ad azioni di contrasto. Per questo motivo, Greta ha recentemente ricordato ai giovani di tutto il mondo di “continuare a protestare per chiedere non ci venga rubato il futuro”.

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