I soldi marci che divorano l’Italia onesta

La Republica News

In attesa che l’Europa si muova, in attesa che le istituzioni diano garanzie alle banche, in attesa che la cassa integrazione finalmente parta, in attesa che arrivino i soldi sul conto, in attesa che si riapra, in attesa… e ancora in attesa… esiste chi sta fornendo soldi alle imprese, alle famiglie, ai commercianti: gli usurai. Che i soldi siano tutto è tutto ciò che sappiamo dei soldi: ho manipolato il celebre verso di Emily Dickinson sostituendo la parola amore con soldi. Ma non è vero – mi aspetto come risposta – i soldi non sono tutto! Certo, direi persino, ovvio che non siano tutto, ma lo stesso vale per l’amore, non è vero che l’amore è tutto. Beh – mi si controbatterebbe – ma l’amore nel verso di Emily è considerato nella sua capacità di dare senso a tutto, quindi è poeticamente tutto. A questa obiezione vorrei ricordare che in genere chi declama che il denaro non è motivo né di felicità né di serenità si trova proprio tra coloro che il denaro lo possiedono al punto da comprendere che effettivamente non sia condizione unica sufficiente per esser felici. Chi non ha denaro sa, invece, che tutto parte dall’averlo. I diritti e la sicurezza sociale sono le liberatorie strategie politiche che tolgono la centralità al denaro, perché se devi comprarti la salute, la scuola, se devi comprarti il rispetto, la tolleranza, se la reputazione, il carisma e persino la sensualità sono acquistabili, ecco che il denaro diventa tutto, più di tutto, misura di tutto. Cronaca

Go to Source

Rispondi