Il bancomat si aggrappa alle farmacie per evitare l’estinzione

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MILANO – Il bancomat per il ritiro del denaro tenta di ripartire dalle farmacie per evitare l’estinzione, grazie al progetto Farmacash. Chi preconizza un futuro in cui gli sportelli automatici troveranno sempre meno spazio ragiona su una serie di cause spesso intrecciate, che vanno dal diffondersi dei nuovi strumenti di pagamento fino alla continua riduzione di sportelli bancari, senza dimenticare la pandemia, che ha limitato l’uso del contante per timore di contagi. Se da qui a qualche anno effettivamente gli Atm (automated teller machine, i bancomat appunto) scompariranno, oggi si registra una loro forte riduzione che crea spesso disagi nei piccoli comuni italiani dove l’età media è avanzata. Ne sa qualcosa l’Umbria: qui i sindacati da tempo mettono in guardia rispetto alla cosiddetta “debancarizzazione” selvaggia del territorio, che sta portando via sportelli e spesso anche bancomat da piccoli centri con connessioni a internet non sempre velocissime.

Non stupisce che il progetto Farmacash, basato appunto sulla diffusione di sportelli automatici all’interno delle farmacie, sia nato proprio in Umbria. L’intento, come spiega il sito web, è quello di offrire una “rete capillare di servizi Atm, di pagamento e assicurativi, per far fronte alla progressiva diminuzione dei punti di servizio sul territorio e favorire la pedonalizzazione della farmacia come punto di riferimento per il cittadino”. In altri termini, se il progetto – ancora in fase di sperimentazione e attuato tramite la startup Innovacash srl, controllata da Farma Service Centro Italia – avrà successo, si potranno nello stesso tempo acquistare medicine o cosmetici e ritirare denaro o pagare bollette. “Tante farmacie, soprattutto nei piccoli Paesi, ci segnalavano che molti clienti entravano in cerca di un bancomat da cui prelevare contante e da lì ci è venuta l’idea” spiega Franco Baldelli, managing director di Innovacash.

“Il progetto, partito in Umbria per essere replicato in tutta Italia – chiarisce Augusto Luciani, presidente di Farma Service Centro Italia, a sua volta controllata da Federfarma Perugia e Federfarma Terni  – prevede che il contante delle farmacie, che è ancora significativo, venga messo a disposizione degli sportelli per essere ritirato. La prima macchina è stata già installata a Perugia e sta funzionando, per questo motivo siamo fiduciosi”. 

In pratica, a fronte del versamento di un canone, la farmacia potrà utilizzare le macchine Farmacash per gestire i pagamenti, dare il resto senza entrare in contatto con le monete o le banconote e depositare l’incasso. “Grazie a tutta una serie di accordi che abbiamo stipulato  – precisa Baldelli – il contante immesso viene reso disponibile, dietro il pagamento di una commissione analoga a quella dei tradizionali circuiti bancari, per i prelievi dei clienti, i quali possono anche prenotare e depositare denaro, oltre che pagare utenze e stipulare polizze assicurative. Per farlo, dovranno scaricare un’app e registrare le proprie carte di pagamento”. Mentre, dal punto di vista della farmacia, il denaro raccolto e non ritirato “scende, all’interno della macchina, in cassetti blindati ed è come se fosse stato depositato in una banca” assicura il direttore di Innovacash. 

Dopo il test di Perugia, dove al momento sono consentiti solo i prelievi, Farmacash, a novembre, punta ad avviare la sperimentazione in una ventina di farmacie del centro Italia, con tutti i servizi attivi. “Per la fine dell’anno – prevede Baldelli – contiamo di proporci sull’intero territorio nazionale. Il successo dipenderà da noi ma sarà importante seguire l’evoluzione del mercato e dell’economia, dal momento che la carenza di chip si sta facendo sentire anche nel nostro settore”.

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