Il bimbo ucraino che suonava il violino sotto le bombe è stato accolto in Italia. Da una donna russa

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La fotografa russa Kseniya Forte non ci ha pensato due volte e quando è scoppiata la guerra in Ucraina ha subito deciso di darsi da fare concretamente per ospitare nella sua casa a Torre de Picenardi, in provincia di Cremona, profughi ucraini in fuga dal conflitto. Le viene così affidata una famiglia appena arrivata da Kryvyj Rih, la città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Sono russa, è un problema?» ha chiesto Kseniya dopo aver caricato in macchina la famiglia. «Nessun problema» le ha risposto Vita, la madre ucraina 35enne. Oltre a lei Kseniya ospita anche i figli Roman e Kirill di 2 e 9 anni, e la suocera di Vita, Olha, di 60 anni. «Per me russi e ucraini sono fratelli, non ci sono confini. Io non sono d’accordo con questa guerra e ho voluto dare una mano concreta». Kirill ha nove anni e suona il violino da quando ne ha 5. Una passione talmente forte da suonarlo anche sotto i bombardamenti russi come mostra il video in cui maneggia il suo strumento in un bunker. «Vladimiro Cubanzi – racconta Kseniya – liutaio russo con l’attività a Cremona gli ha prestato il suo violino e ora prende lezioni una volta a settimana a Cremona».

Di Daniele Alberti 

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