Il caso Litvinenko arriva in tv. La moglie: “La serie rivela al mondo l’orrore che ho vissuto da sola”

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LONDRA – “Questa storia non è finita. Non è mai finita. Perché l’orrore di Vladimir Putin è sempre stato sotto gli occhi di tutti. Oggi più che mai con la guerra in Ucraina. Ma era chiaro da anni dove saremmo andati a finire: il brutale omicidio di mio marito Sasha è stato esemplare”.

“Sasha”, come lo chiama la moglie e vedova Marina con composto dolore, è Alexander Litvinenko: l’ex spia del Kgb ed esule nel Regno Unito, ucciso a Londra il 26 febbraio 2006 da emissari del presidente russo, come stabilito da una lunga e complicatissima inchiesta pubblica britannica. Litvinenko è un’eccellente vittima della scia di sangue della Russia di Vladimir Putin negli ultimi anni, vedi il tentato avvelenamento, sempre in Inghilterra, di un’altra ex spia sovietica, Sergej Skripal, e sua figlia a Salisbury il 4 marzo 2018. Anche in quest’ultimo caso, responsabili furono due agenti del Gru, l’intelligence militare russa: Alexander Mishkin e Anatoliy Chepiga.

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Abbiamo incontrato Marina alla première a Londra della nuova omonima serie tv, Litvinienko, cui Repubblica ha partecipato. L’opera, glaciale e premonitrice, scritta da George Kay (Lupin), diretta dal 43enne inglese Jim Field Smith e venduta già in decine di Paese nel mondo, andrà in onda in Italia su Sky il prossimo gennaio e qualche giorno prima a dicembre in Inghilterra sulla piattaforma streaming di ItvX. “È un thriller incessante e asfissiante, nel tracciare i tentacoli della piovra della mafia politica russa contro il “ribelle” Sasha, che lotta nelle sue ultime ore di vita per avvertire il Regno Unito e il mondo.

“È una storia umana ma anche geopolitica”, avverte il grande attore scozzese David Tennant, già star di Doctor Who e Harry Potter e il calice di fuoco, che incarna magistralmente l’ex spia russa ammazzata con il polonio in piena Londra e il suo tragico destino: “È una storia che va ricordata, raccontata senza sosta, che tutti devono sapere, perché è così che Putin perde”, dice Tennant ai giornalisti invitati al palazzo Bafta di Piccadilly Circus, regno dei prestigiosi premi del cinema e della tv britannici. 

Litvinienko è una serie drammatica, che si staglia in due solchi: la tragedia umana, di una famiglia spezzata dal dolore ma mai doma nella lucida disperazione e nel susseguente calvario verso la verità; e poi ovviamente lo shock di una Londra e dell’Occidente attaccati al cuore dalla spietata furia omicida di Putin contro un dissidente, la cui foto calva e sofferente nel letto dell’University College Hospital fece il giro di un mondo sconvolto. Un’esecuzione realizzata con un’arma tremenda, radioattiva e pericolosissima: il polonio 210, versato nel tè di “Sascha” nel Pine Bar del Millennium Hotel, nella centralissima e ricchissima Mayfair, secondo le autorità inglesi da due agenti del Kgb, Andrei Lugovoi e Dmitri Kovtun, incriminati da Londra ma mai estradati da Mosca. Dove Kovtun sarebbe morto di Covid l’anno scorso.

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“Non è stato facile impersonare Marina”, dice l’attrice russo-americana Margarita Levieva già vista in The Deuce, “ho riguardato tutte le sue dichiarazioni pubbliche in tv per entrare nel suo dolore di quegli anni. Perché questa è una storia politica, certo, ma anche una grande storia d’amore, purtroppo finita drammaticamente”. “È stato molto stressante per me ripercorrere la nostra tragedia”, aggiunge la vedova Litvinienko, “ma non c’era altra scelta. Io e mio figlio Anatoly, che aveva 12 anni quando il papà è stato assassinato, abbiamo dedicato la nostra vita a Sasha. E continueremo a farlo, perché siamo orgogliosi di lui, e perché solo così potremo denunciare i crimini di Putin e magari salvare qualche altra vita. Ho vissuto gran parte della mia vita in Russia: purtroppo so bene come vanno queste cose”.

David Tennant è Alexander Litvinenko

David Tennant è Alexander Litvinenko

David Tennant è Alexander Litvinenko 
 
La serie parte proprio con le ultime, terribili ore di vita di Alexander Litvinenko. Che si sente male e viene ricoverato in ospedale, dove però inizialmente nessuno crede alla sua versione, ossia quella della brutale esecuzione con un potentissimo veleno. Nessuno a parte due agenti di Scotland Yard, Clive Timmons e Brent Hyatt, qui interpretati da Mark Bonnar (Psychoville, Casualty) e Neil Maskell (The Football Factory e Kill List). In una fredda, cupa e spettrale Londra che all’improvviso si scopre incredibilmente vulnerabile e palcoscenico della ferocia dello zar. 

“Questa è una serie che ci aiuterà a continuare a chiedere giustizia”, conclude Marina Litvinenko, “e a farci capire che i diritti umani vengono prima degli interessi commerciali, come abbiamo conferma ora con la guerra in Ucraina. Io ho avuto l’orrore di fronte da sola, 16 anni fa. Ora lo abbiamo tutti davanti agli occhi. Perciò dovete guardare questa serie, come è stato ammazzato mio marito e capire che la sua storia oggi è la storia di tutti noi”. 

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