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Il cavalier Condorelli: “Ho paura ma non pago il pizzo, in Sicilia non si arretra sull’onestà”

La Republica News
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“Non è la prima volta che mi minacciano. Ma per il bene della Sicilia non possiamo arretrare neanche di un millimetro. Bisogna denunciare”. Il cavalier Giuseppe Condorelli è sollevato, dopo che il clan mafioso di Belpasso è stato decimato dagli arresti dell’operazione “Sotto Scacco”. I boss volevano il pizzo dalla famosa azienda di torroncini catanese, nota anche per i celebri spot con Leo Gullotta, ma davanti a loro hanno trovato un muro. 

Cavalier Condorelli, quando l’hanno minacciata?

“Marzo 2019, una domenica sera. Ero a casa. Mi chiamò il custode dello stabilimento. ‘Venga, c’è una sorpresa’. Andai subito e davanti all’ingresso trovai una busta con dentro una bottiglia di alcol e un messaggio scritto a stampatello su un foglio: ‘Cercati un amico buono’. Chiamai subito i carabinieri”.

Cosa ha pensato dopo quella minaccia?

“Rimasi stupito. Non ricevevo intimidazioni da tempo, perché questa non è la prima volta. Già in passato, anche quando c’era mio padre a capo dell’azienda, abbiamo ricevuto minacce, ma non ci siamo mai piegati”.

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Non ha paura?

“Sarei ipocrita a dirle di no. Ho una moglie, dei figli. Ma la paura fa parte delle mie responsabilità di imprenditore perché credo che se vogliamo cambiare l’immagine di questa meravigliosa terra dobbiamo avere il coraggio di cambiare noi stessi. Non si può arretrare sull’onestà, questo mi ha insegnato mio padre”.

Quando ha saputo della notizia degli arresti cosa ha provato?

“Un senso di sollievo. Ho pensato che la via del bene ha pagato, spero che tanti altri mi seguano”.

Ancora tanti non denunciano, perché?

“Non lo so, ma vedo un cambiamento culturale”.

In un’intercettazione due affiliati discutono sui rischi di un’estorsione a un personaggio noto come lei. È più facile denunciare quando si ha dietro un’azienda affermata come la sua?

“Partono sempre dall’alto e poi vanno verso i più piccoli. Secondo me se questa coscienza sarà più diffusa tra noi imprenditori sarà più difficile colpire anche chi ha attività meno grandi”.



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