Il Cio caccia due allenatori della velocista bielorussa Tsimanouskaya: “Tuteliamo gli altri atleti”

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L’organizzazione di Tokyo 2020 ha tolto gli accrediti a due allenatori della spedizione bielorussa in seguito al tentativo di rimpatrio forzato in patria della velocista Krystsina Tsimanouskaya. La sprinter, dopo aver pubblicato un post su Instagram in cui criticava i suoi tecnici per averla inserita in una gara senza informarla prima, aveva espresso timori per la sua vita e, per questo, aveva chiesto e ottenuto protezione al Paese nipponico. Lunedì aveva quindi ottenuto un visto umanitario dalla Polonia dove attualmente si trova.

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La decisione di sospendere i visti è arrivata dopo l’apertura di un’inchiesta interna. Artur Shimak e Yury Maisevich hanno già lasciato il villaggio olimpico. Il Cio ha dichiarato che ai due “sarà offerta l’opportunità di essere ascoltati” sulla questione, ma che le misure contro di loro sono state prese “nell’interesse del benessere degli atleti bielorussi” ancora presenti a Tokyo.

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Tsimanouskaya è una delle oltre 2 mila personalità sportive bielorusse che hanno firmato una lettera aperta per chiedere nuove elezioni e la liberazione dei prigionieri politici, in pieno contrasto con il governo di Alexander Lukashenko.

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