Il collezionista delle reliquie di artisti

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Ha detto una volta Francesco Conz: «Se ho fatto quel che ho fatto, è solo perché volevo farlo». Una considerazione che vale riferita alla sua vita, ma ancora di più, alla sua collezione. Entrambe dissennate ed eccessive. Entrambe votate allo sperpero.

La misura, è noto, non è un criterio che ispiri mai un collezionista, ma nel caso di Conz, la sua passione ossessiva per l’arte, unita a un maniacale impulso all’accumulazione hanno fatto sì che, in poco più di trent’anni, egli finisse per entrare in possesso e per raccogliere un numero impressionante non solo di opere, ma anche di oggetti appartenuti o legati, in qualche modo, a coloro che di quelle opere erano gli artefici.

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