Il coronavirus butta giù la curva della felicità: “Il 12 marzo giorno più triste nel mondo”. Ora va meglio

La Republica News

ROMA – Il coronavirus ha fatto oltre 277 mila morti nel mondo. La ferita più grande. Poi ha colpito anche la nostra felicità spingendo centinaia di milioni di persone in uno stato di preoccupazione, addirittura di depressione. Il giorno più triste per il Pianeta? Due mesi fa, Il 12 marzo 2020.L’Università del Vermont, negli Stati Uniti, valuta ogni giorno l’umore del mondo, grazie al suo Hedonometer. Il termometro della felicità degli esseri umani funziona così. Grazie all’intelligenza artificiale, ogni giorno Hedonometer esamina il 10 per cento dei 500 milioni di messaggi che le persone si scambiano via Twitter. Sono messaggi, tutti in lingua inglese, che Hedonometer classifica poi in base al loro significato e al tono.Hedonometer è molto attento in questo esame. Guarda 50 milioni di messaggi Twitter, di “cinquettii”. Sono oltre 100 gigabyte di dati. Hedonomer peraltro ha come bussola 5000 parole – sono 5000 parole chiave – in grado di svelare i sentimenti più profondi delle persone.Dopo questa indagine, Hedonometer assegna un voto all’umore degli umani. E il voto più basso degli ultimi mesi arriva il 12 marzo 2020, quando l’indice della felicità mondiale tocca un livello critico di 5,71 punti su dieci.L’indice della felicità precipita il 12 marzo 2020 Gli studiosi dell’Università del Vermont, tutti impegnati nel Computational Story Lab, cercano di capire come mai il 12 marzo del 2020 viene raggiunto l’apice della preoccupazione, della tristezza. I messaggi via Twitter svelano che le persone, proprio quel giorno, comprendono le dimensioni globali del problema. Il coronavirus non è una minaccia per la sola Cina, per l’Europa, per l’Italia. E’ un flagello planetario che sta investendo quasi ogni Paese, finanche i più ricchi e organizzati.Coronavirus, effetto lockdown: ansia e depressione per l’85% dei giovanidi ENRICO FERRO

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