“Il coronavirus? Una manna per la sinistra”. Socci, così la sinistra si è presa il potere con l’epidemia

Libero Quotidiano News

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Antonio Socci 17 agosto 2020

Per milioni di italiani il Covid cinese è stata una sciagura da superare quanto prima. Ma c’è qualcuno per cui sembra sia stata una manna: la Sinistra.Lo dicono loro stessi. Il direttore dell’Espresso, Marco Damilano, è un analista molto di parte, ma intelligente e non banale. Sull’Espresso di questa settimana parla di una «destra mondiale» che incanta i popoli perché evidentemente interpreta gli interessi delle persone concrete. Ma Damilano aggiunge: «Tutto questo è sembrato interrompersi con la pandemia. Si è inceppata la macchina militare comunicativa imposta dalla destra mondiale e subìta dalla sinistra evanescente», quella sinistra che «non sa parlare al Paese, preferisce occupare i minuti dei pastoni dei telegiornali della sera piuttosto che qualche angolo dell’immaginario. Non è stata una reazione di segno opposto a impantanare i sovranisti nelle loro contraddizioni, ma la realtà incontrollabile di un virus che ha sbugiardato molti luoghi comuni». In realtà il virus ha confermato proprio gli argomenti del centrodestra: dal pericolo cinese, alla necessità del controllo delle frontiere, dai danni della globalizzazione, alla necessaria sovranità monetaria, alla necessità di riportare le produzioni in patria (fino all’utilità della plastica). Ma è vero che – come scrive Damilano – il Covid è stato una mazzata per il Centrodestra e ha portato acqua al mulino della Sinistra (del resto è un virus che è stato partorito dalla Cina comunista). Perché è avvenuto questo? Per capirlo può servire un confronto fra Stati Uniti e Italia. A gennaio, prima della tempesta Covid, l’economia americana andava a gonfie vele, mentre quella italiana continuava a sprofondare come fa da 20 anni.

Biden risuscitato – Trump, a Davos, in gennaio, ricordò che sotto la precedente amministrazione gli Usa avevano perso 60 mila fabbriche, i salari erano in calo e i bisognosi di aiuto alimentare erano aumentati di più di 10 milioni. Mentre i suoi tre anni di presidenza hanno ribaltato la situazione, azzerando la disoccupazione, con un aumento di 12 mila aziende («oggi sono orgoglioso di dichiarare che gli Stati Uniti sono in un boom economico che il mondo non ha mai visto prima»). Trump a gennaio aveva la riconferma in tasca. Ma la crisi del Covid cinese ha dato una mazzata a questo boom economico, risuscitando il Democratico Biden, un candidato senza arte né parte. Al contrario, in Italia, il governo Conte2 si è addirittura rafforzato sebbene, alla crisi economica già esistente, abbia aggiunto le conseguenze economiche del Covid peggiori di ogni altro (secondo i dati del Fmi, l’Italia è l’ultima in classifica nel 2020 con un crollo del Pil del 12,8%). Siamo anche fra i Paesi che hanno avuto più vittime in rapporto alla popolazione, sono stati fatti errori colossali, eppure… Come si spiega questo assurdo paradosso? La differenza è questa: Trump non ha alimentato la paura per fare un uso politico del Covid, non ha accentrato il potere, non ha ibernato la vita democratica, né ha monopolizzato la narrazione sottoponendo il Paese a una propaganda asfissiante senza controcanto, ma si è preoccupato che il Covid, oltre a fare i suoi danni, non bloccasse totalmente il Paese, la sua economia e la sua vita. Invece il governo italiano ha usato il Covid, e la paura amplificata di esso, per accentrare il potere, mettendo in sonno la vita democratica, monopolizzando la narrazione e paralizzando il Paese, sull’onda del terrore generale, a costo di annichilire l’economia (pure nelle regioni in cui il virus era al minimo).Senza bussola – L’aspetto curioso è che oggi Trump – dopo il trauma di marzo e aprile – vede già la ripresa impetuosa dell’occupazione negli Usa (anche a luglio 1,76 milioni di nuovi posti di lavoro non agricoli, confermando il trend di maggio e giugno), ma paga un duro pedaggio politico al Covid. Mentre l’economia italiana è quella uscita dal Covid più disastrata di tutte e non dà segni di ripresa, ma – grazie a mesi di propaganda senza controcanto – il governo Conte non ne risente. Anzi, ha pure allestito la sceneggiata del Recovery fund presentandola come la manna che cade dal cielo della generosa Europa a fare miracoli in terra italica, mentre – al contrario – è nuovo debito (in quantità mostruosa) e serve solo alla Germania per incatenare definitivamente l’Italia, ipotecando il nostro futuro sul modello Grecia. Non saranno trasferimenti «a fondo perduto», ma dovremo restituirli a caro prezzo. E questo governo non è in grado di usarli a beneficio del Paese, ma solo per continuare la propaganda. L’Huffington post, in un articolo intitolato “Governo senza bussola”, afferma: «È in gioco il nostro domani e ci si attenderebbe un vasto, impegnativo, appassionato dibattito nazionale su come impiegare quei 208,8 miliardi europei. Invece zero, con Conte che ha l’aria di volersi tenere stretto il bottino e le forze politiche totalmente assenti». Il governo continua ad alimentare il fantasma di un’emergenza sanitaria permanente (che non c’è) per nascondere la vera emergenza, quella economica, che non sa affrontare. Ma in autunno i nodi verranno al pettine e la polveriera sociale esploderà.

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