Il Cts frena e punta a lasciare il bollettino dei casi Covid giornaliero

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Né cambiamenti né ripensamenti. Per ora il bollettino che dà conto dei casi di tutti i positivi al Covid e dei decessi deve rimanere invariato. Sarebbe questo l’orientamento emerso nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico in merito alla richiesta delle Regioni di modificare le modalità con le quali vengono conteggiati i pazienti Covid negli ospedali. Gli esperti, sempre secondo fonti del Comitato, avrebbero ribadito la necessità di continuare a conteggiare anche gli asintomatici che entrano in ospedale per altri motivi ma che risultano positivi al virus per monitorare l’andamento della pandemia e identificare le varianti.

E “preoccupazione per le notizie circolate in questi giorni di un parziale ridimensionamento dell’accesso ai dati dell’evoluzione giornaliera della pandemia” è stata espressa anche dalla Società italiana di statistica che dà così una risposta alla proposta, tra gli altri, dell’infettivologo Bassetti che tre giorni fa aveva annunciato: “basta bollettino, è ora di cambiare”.

“La società italiana di statistica (Sis)  vuole ribadire l’importanza di un accesso ai dati libero e condiviso, ispirato a criteri di qualità. Riteniamo importante l’integrazione delle informazioni sulla base di criteri statistici che tutelino tale qualità. In questa fase è ancor più evidente come occorra reclamare spazio per le competenze scientifiche necessarie per trattare i dati in modo adeguato”.

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“La Sis esprime pertanto preoccupazione per le notizie circolate in questi giorni di un parziale ridimensionamento dell’accesso ai dati riguardanti i principali indicatori dell’evoluzione giornaliera della pandemia. Questa decisione, paventata dagli organi di stampa e da dichiarazioni di membri autorevoli del comitato tecnico scientifico e del ministero della salute, appare profondamente contraria all’esperienza maturata in questi due anni- si legge ancora- proprio grazie alla disponibilità di dati giornalieri chiari e ben costruiti, si è potuto intervenire in modo tempestivo ed efficace per il contenimento dell’epidemia, soprattutto nei momenti più critici, grazie all’apporto di tutti, figure istituzionali e ricercatori indipendenti. Già a novembre 2020, a pochi giorni dal lancio della campagna #datibenecomune, ben 134 organizzazioni, tra cui la società italiana di statistica, e oltre 40000 firmatari, hanno chiesto più trasparenza sui dati riguardanti la pandemia. La società italiana di statistica ribadì questa necessità con una sua petizione firmata da oltre 1400 tra addetti ai lavori e cittadini”.

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