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Il Ddl Zan alla conquista dei social, 6 milioni di interazioni in soli tre mesi

La Republica News
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Con sette milioni di interazioni e seicentomila menzioni, il ddl Zan è riuscito a valicare le porte dei palazzi del potere per sconfinare nelle agorà digitali. Sono questi i numeri del disegno di legge contro l’omotransfobia registrati da FB Bubbles in sei mesi di discussioni social. Post, tweet e stories che “hanno fortemente influenzato il dibattito pubblico”. Merito dell’esordio di alcuni personaggi che mai o di rado erano entrati nel merito di una discussione politica. Opinionisti, giornalisti, ma soprattutto il duo social composto da Fedez e Chiara Ferragni. La coppia di influencer è entrata nella discussione a gamba tesa, prendendo di mira personaggi e istituzioni come Matteo Renzi e il Vaticano.

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L’analisi prende come riferimento il periodo compreso tra il 13 febbraio –  giorno dell’insediamento di Mario Draghi a Palazzo Chigi – e luglio 2021. Un semestre in cui il dibattito sul ddl Zan è stato caratterizzato da un crescendo di reazioni che è andato di pari passo con l’allargarsi dell’interesse degli utenti sul web. Solo tra febbraio e aprile (i primi tre mesi) la legge ha raccolto 108 menzioni e un milione di interazioni. Per “interazione” si intende ogni qualvolta un utente interagisce con un contenuto pubblicato su un piattaforma social, che sia Facebook, Instagram o Twitter. In quel periodo sull’argomento si erano già espressi vip come Fedez e la cantante Elodie, l’attore Alessandro Gassman e la comica Luciana Littizzetto. Tutti a favore favore del disegno di legge.

Nonostante i primi due abbiano rispettivamente 12,7 e 2,5 milioni di follower, è solo a partire da maggio che i numeri del ddl Zan crescono a dismisura fino a quintuplicare, con circa 558 mila menzioni e 5.9 milioni di engagement. Sul palco del Concertone Fedez lancia un duro attacco alla Lega di Matteo Salvini: critica la posizione contraria del partito al Ddl Zan, accusa di omofobia vari esponenti del Carroccio e denuncia il tentativo di censura da parte della Rai. Il discorso viene trasmesso in diretta televisiva e sul web si scatena il putiferio. Solo l’intervento di Fedez ha generato un volume di engagement superiore a due milioni di interazioni. “Se fino a quel momento il coinvolgimento del web aveva mantenuto un tone of voice tendenzialmente moderato – si legge nell’analisi di FB Bubbles – il monologo del rapper ha impresso una svolta alla narrazione”.

Facendo un rapida ricerca su Google Trends, è a partire dal primo maggio l’espressione “Ddl Zan” subisce un’impennata nelle ricerche effettuate dagli utenti sul motore di ricerca. Solo con il suo intervento Fedez ha generato un quarto delle interazioni totali. Il cantante, ormai diventato il volto pop della campagna a favore della legge contro l’omotransfobia, ha sfruttato tutta la sua fama sui social per intervenire sulle critiche del Vaticano rivolte contro alcuni articoli del testo. Qui però a dare vita al dibattito non è solo Fedez, ma anche l’intervento in parlamento del premier Mario Draghi (“uno Stato laico, non confessionale”). Una presa di posizione il cui video caricato su YouTube ha prodotto 55.293 visualizzazioni, più del doppio dell’engagement generato da un influencer come Fedez.

Ddl Zan, influencer contro politici. Ferragni e Fedez all’attacco di Renzi e Salvini

Mario Draghi, nonostante sia sprovvisto di account, è riuscito comunque a catalizzare l’attenzione dei social. Ci ha provato anche Matteo Renzi, ma con scarsi risultati. Il leader di Italia Viva è entrato in polemica con Chiara Ferragni (più di 24 milioni di follower). L’influencer, denunciando il cambio di posizione di Iv sul ddl Zan, ha condiviso una stories su Instagram con scritto “Che schifo i politici”. Un contenuto che ha generato 57 mila condivisioni, più del doppio rispetto alle interazioni sul video di risposta pubblicato da Renzi su Facebook: appena 22 mila. 



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